10 maggio 2010

Casini contro Veltroni: “Ci vuole un governo di salute pubblica”

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Categoria: Gli altri Luca Ceccarelli @ 10:31

Presto la nascita di un “partito per la riconciliazione nazionale”. “Prima o poi” il varo di un “governo di salute pubblica”. Già da ora una forte critica alla linea espressa ieri a Cortona da Walter Veltroni. Intervistato da Lucia Annunziata, il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini si dice “sbigottito” e ferito dalle parole dell’ex segretario Pd. “Che Berlusconi sostenga che l’Udc non può che andare con lui lo capisco ma che lo sostenga Veltroni per legittimare una polemica con Bersani è segno di un’implosione” afferma. Ma è soprattutto l’ufficializzazione dell’ipotesi di un governo di unità nazionale avanzata da Casini a fare rumore. La questione – ne è sicuro – “prima o poi” si porrà perché altrimenti l’italia rischia “il baratro” e questa sarebbe “l’unica soluzione seria per sciogliere i nodi che ci sono come la riforma previdenziale, la liberalizzazione, la spesa pubblica, l’abolizione di enti inutili. Cosa che nessuna maggioranza pro tempore farà mai per non perdere i voti degli elettori”. Se a guidarlo sarà Giulio Tremonti, Casini non lo dice. “Non sono il capo dello Stato” risponde. Di certo, però è convinto che il responsabile dell’Economia sia il ministro “più potente” d’Italia e che Berlusconi non sembra “alle soglie delle dimissioni” che non abbia “alcuna intenzione di lasciare lo Stato né a Tremonti né ad altri”. Quanto a Gianfranco Fini, solo lui – osserva Casini – può sapere cosa farà ‘da grande’ ma intanto ha capito “quello che a me era chiaro fin da due anni fa” ossia “che il Pdl è un partito costruito sulla personalità carismatica di Berlusconi”. Meno enigmatica la risposta su Rutelli che “ha – osserva – un dna coerente con questo disegno”. Il leader centrista nega che, come teorizza buona parte della stampa che si occupa di politica, ci sia da parte dell’Udc una apertura ‘interessata’ nei confronti della Lega. Il dialogo sul federalismo? La campagna elettorale è finita – è la replica – e dopo aver votato contro quel provvedimento ora vogliamo che almeno i decreti attuativi siano fatti bene.


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