Per ora Silvio Berlusconi “attende” la decisione dell’ufficio elettorale che sta vagliando le nuove liste consegnate ieri a Roma dal Pdl. Ma la decisione del Tar del Lazio che ha bocciato il ricorso della lista Pdl alla Provincia di Roma non può fargli piacere.
E tra i componenti del comitato elettorale pidiellino la preoccupazione è forte, anche sulla possibile bocciatura della ‘nuova’ lista: “A decidere sono sempre gli stessi magistrati” dice un esponente Pdl nel comitato elettorale di Renata Polverini. Ma se il partito ‘romano’ vuol dare battaglia, in altri settori emerge il malumore per una vicenda che rischia di danneggiare il partito in tutta Italia: “Basta ricorsi – spiega un dirigente del nord – la Bonino è impresentabile mentre Polverini è una candidata forte. C’è il listino, c’è la lista Polverini, andiamo a fare campagna elettorale e giochiamocela sul programma, la gente è stufa dei ricorsi”. Ambienti del Quirinale si limitano a rilevare che le sentenze della magistratura si rispettano. Il pronunciamento del Tar, si fa inoltre osservare, è la conferma che il decreto firmato venerdì notte dal presidente della Repubblica era veramente “interpretativo”. Per il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, “Il conflitto tra diverse competenze e procedure sta giungendo a livelli paradossali” e il rischio è “che le elezioni a Roma risultino profondamente alterate”. Ovvia la soddisfazione delle opposizioni. “Il decreto “salvaliste” “alla fine si è rivelato superfluo per la Lombardia (dove la candidatura di Formigoni è stata reintegrata senza ricorrere alle nuove norme) e inutile per il Lazio” dice Rosy Bindi, presidente dell’Assemblea nazionale del Pd. Il vicesegretario del Pd Enrico Letta si chiede “se verrà convocato da Berlusconi un consiglio dei ministri urgente per fare un decreto legge che abolisca il Tar del Lazio”. I Verdi chiedono che “il Pdl accetti la decisione del Tar”. “Come al solito il diavolo fa le pentole ma non i coperchi” dice il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.
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