(AGI) – Roma, 6 feb. – “Provvidenziale, quella statuetta della Madonnina. Il cui principale miracolo pare sia stato quello di salvare dalle dimissioni Silvio Berlusconi per quello che stava emergendo, dalle dichiarazioni della moglie, da qualche microfono lasciato aperto mentre Fini diceva delle verita’”.
Gioacchino Genchi offre alla platea congressuale Idv la sua lettura di uno degli episodi che hanno segnato la cronaca politica recente.
Genchi rilancia i dubbi sulla dinamica dell’aggressione di Tartaglia richiamandosi “a quei tanti giovani che su Youtube la stanno analizzando perche’ non poteva essere vera”. Genchi parla (raccogliera’ una vera e propria standing ovation quando rivendica il proprio impegno antimafia) e “da poliziotto che ha diretto servizi di ordine pubblico” allinea dubbi su quella serata in piazza Duomo, non senzaa toni molto coloriti come quando osserva che “nella protezione delle personalita’ c’e’ sempre un anello di protezione, come un preservativo, che non puo’ essere rotto, tranne per chi ama i rapporti a rischio e tra questi i rapporti non protetti”. Il funzionario di polizia critica “quella scorta fatta in casa, scelta da chi aveva un capomafia, un assassino, un trafficante come Mangano a vigilare sulla propria famiglia. Un capomafia fatto passare come stalliere e poi promosso, di fronte alle proteste della mafia, addirittura al rango di ‘eroe’”. Ancora ironie sulle scene del ferimento di Berlusconi: “Qualunque scorta porta via la personalita’ dal luogo dell’aggressione, per evitare che sia uccisa, insieme alla scorta stessa e ad altri inermi. Invece gli hanno fatto fare quello che voleva, e abbiamo visto spuntare quel fazzoletto, nero, enorme. Perche’ al nostro premier piacciono accessori di dimensioni inversamente proporzionali alla sua statura. Un fazzolettone enorme, dal quale sembrava dovesse uscire fuori il coniglio di Silvan. Enorme come il cerottone e come la macrospia che tiro’ fuori anni fa per accusare le Procure”. Ancora pesanti ironie su “quei bollettini medici da Papa morente, dopo il quale lo abbiamo visto tornare meglio di prima, se meglio si puo’ dire parlando di Silvio Berlusconi”.
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