La foto che ritrae l’allora magistrato Antonio Di Pietro a cena con Bruno Contrada e uno 007 della Cia scatena che la maggioranza, pronta ad attaccare il leader dell’Idv e a chiedere un immediato chiarimento. Ma Di Pietro ribatte: Sono orgoglioso di quella cena, accettata dopo un invito dei Carabinieri. Oggi è stato il corriere della Sera a pubblicare la foto,
ma nei corridoi di Montecitorio c’è chi assicura che già da domani saranno i giornali vicini al centrodestra a tornare sulla vicenda. Fra i più duri è il capogruppo del Pdl alla camera, Fabrizio Cicchitto: E’ “chiaro che la storia vera di Di Pietro è finora uno dei segreti meglio tutelati della Repubblica”. Scende in campo anche Bobo Craxi, figlio dello storico leader socialista: Si tratta di notizie “inquietanti” e “penso che il Paese abbia il dovere di conoscere e approfondire certi dettagli storico-politici e credo che l’onorevole Di Pietro debba delle spiegazioni. Penso anche che il Parlamento dovrebbe dar vita a una commissione di inchiesta per conoscere la verità dei fatti, quale fosse il ruolo dei nostri servizi nella vicenda ‘Mani Pulite’, quali gli agganci internazionali, se di determinati intrecci fosse informato l’esecutivo dell’epoca o se una parte delle nostre istituzioni abbiano lavorato per il sovvertimento democratico dello Stato, gettando le basi per un ‘golpe’ post moderno”. Dal Pdl arrivano inoltre dieci domande all’ex pm. Le elenca la deputata Micaela Biancofiore, sottolineando fra l’altro che le foto di Di Pietro e Contrada insieme “nel non casuale giorno dell’avviso di garanzia a Bettino Craxi” fanno sorgere interrogativi che “inchiodano” l’attuale guida dell’Italia dei valori “al suo stesso teorema del ‘non poteva non sapere’”. E’ lo stesso Di Pietro a fornire una lettura diversa dei fatti. “Hanno fatto la pipì fuori dal vaso, tant’è vero che ci sono due edizioni del Corriere oggi. A queste cose si poteva prestare un giornaletto di provincia, ma il Corsera… . Io sono orgoglioso di aver accettato l’invito a una cena prenatalizia insieme al comandante dei Carabinieri di Roma, al questore Contrada e ad altri esponenti delle istituzioni. A differenza di altri che vanno con le veline io sono andato con i carabinieri che lavoravano con me e non in un night o in un ristorante ma in una mensa dei carabinieri”. Quanto a Contrada, “se lui ha fatto qualcosa di sbagliato per cui è stato arrestato e condannato è lui ad aver sporcato quella cena, non io”.
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NON è UNA NOVITA’
Commento di francesco — 3 febbraio 2010 @ 8:55