La norma sul processo breve solo per gli incesurati sarebbe utile per estinguere il processo Mills. Lo dichiara Donatella Ferranti, capogruppo Pd in Commissione Giustizia alla Camera. “Se è vero che l’ipotesi su cui ragiona la maggioranza è quella che per i reati puniti sino a dieci anni di reclusione vi sarebbe un’ulteriore riduzione di un
quarto dei tempi di prescrizione se l’imputato è incensurato, il processo Mills a carico del premier sarebbe giusto giusto pronto ad essere dichiarato estinto e di lì a poco quello per frode fiscale Mediaset. Nel merito – osserva – tutti gli imputati hanno diritto ad una ragionevole durata del processo, indipendentemente dalla loro fedina penale. Il problema è intendersi su quali sono le riforme per la giustizia che possono effettivamente ridurre i tempi dei processi per tutti, incensurati e non, imputati, detenuti, in attesa di giudizio (di cui sono piene le nostre carceri) e imputati a piede libero. Non bisogna strumentalizzare la prescrizione del reato, che riguarda il tempo in cui vi è l’interesse dello Stato a perseguire e ad accertare in tempi ragionevoli i reati commessi, per trovare vie di uscita ad autorevoli imputati incensurati”. “La ragionevole durata del processo – aggiunge – non può essere legata alla condizione soggettiva della persona, recidiva o non, è un fondamentale diritto di civiltà che deve essere attuato nel nostro ordinamento ma non può essere legato all’incensuratezza. Altrimenti, parliamoci chiaro, si sta piegando una garanzia, che è per tutti, all’interesse di pochi. E ne sarebbe la dimostrazione che se è vero che per i reati puniti sino a dieci anni di pena vi sarebbe un’ulteriore riduzione di un quarto dei tempi di prescrizione se l’imputato è incensurato il processo Mills a carico del premier sarebbe giusto giusto pronto ad essere dichiarato e di lì a poco quello per frode fiscale Mediaset. Basta con le norme ad personam”.
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