22 ottobre 2009

Graziano Mesina all’Isola dei Famosi: non c’è limite al peggio?

Condividi
Categoria: Gli altri Luca Ceccarelli @ 17:36

(da Corriere.it)

MILANO – Graziano Mesina potrebbe “naufragare” verso l’Isola dei Famosi. Il quotidiano La Nuova Sardegna dà praticamente per certa la partecipazione dell’ex ‘primula rossa’ del banditismo sardo al reality show condotto da Simona Ventura su Rai Due. Il programma partirà il 13 gennaio e Mesina avrebbe appena firmato il contratto. «Lui non conferma – scrive il giornale sardo -, forse aspetta che a dare notizie ufficiali siano la Ventura e il suo staff, ma neanche smentisce».

SABBIE E SERPENTI – «Nessuno mi ha ancora ufficialmente contattato, ma se dovessi partecipare all’Isola dei famosi non vorrei trovarmi nelle sabbie mobili o in mezzo ai serpenti – ha commentato lo stesso ‘Grazianeddu’, rinviando dunque la decisione a quando riceverà una proposta ufficiale -. Ho letto anch’io la notizia sui giornali, ma per ora non c’è niente. Se mi chiameranno, vedremo. Devo fare alcune valutazioni sia sul posto dove si svolgerà la trasmissione, sia sul senso della mia eventuale partecipazione». Secondo altre voci sarebbe stato contattato per entrare a far parte del cast, ma non averbbe ancora firmato. Quello che negli anni ‘60-’70 era stato definito il «re del Supramonte» non vuole probabilmente che il suo nome sia sfruttato per riproporre in chiave di reality l’immagine del bandito “senza macchia e paura”.

COSSIGA: «PERCHÉ NO?» – La notizia della sua possibile partecipazione all’Isola dei Famosi ha scatenato una polemica e diviso i palazzi della politica. Il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga e Bruno Murgia, deputato del Pdl (entrambi sardi), sottolineano che Mesina ha pagato il suo debito con la giustizia. «Non capisco perché all’Isola dei Famosi ci possano andare alcune sgallettate e lui no – dice Cossiga -. Mesina ha pagato tutto. Svolge l’attività di guida turistica con un’agenzia per girare nei luoghi in cui egli ha “banditato” e ha dei carabinieri tra i suoi amici». E Murgia: «È un uomo libero che può fare quello che vuole. La notizia può scandalizzare, ma non deve sorprendere, in un panorama televisivo che è diventato un tritatutto che mescola vittime e carnefici»

INTERROGAZIONE – Ma nel Pdl si levano anche voci di condanna. Simonetta Licastro Scardino, componente della Commissione Politiche dell’Unione europea e della Commissione Difesa del Senato, intende portare la questione in Parlamento: «Presenterò immediatamente un’interrogazione parlamentare per bloccare la partecipazione di Mesina all’Isola dei famosi. È assolutamente immorale pensare di utilizzare soldi pubblici per ingaggiare un criminale che si è macchiato di reati ripugnanti come il sequestro di persona». Anche Maria Burani Procaccini (Pdl), ex presidente della Commissione bicamerale infanzia, chiede di revocare l’ingaggio: «Non mi pare che sia corretto dare i soldi del canone pubblico a chi si è macchiato di reati odiosi come il sequestro di persona. Che esempio diamo ai nostri bambini?». Nettamente contrario alla presenza di Mesina nel reality il presidente dei senatori Udc Gianpiero D’Alia: «Mi auguro che sia un falso scoop giornalistico che presto verrà smentito. La ricerca disperata dello share non può calpestare il rispetto per le vittime dei suoi delitti».

I TELESPETTATORI – Si rivolta anche Luca Borgomeo, presidente dell’associazione di telespettatori cattolici Aiart: «I reality ci hanno abituato agli eccessi, ma è chiaro che la presenza di Mesina è funzionale solo a far parlare dell’Isola dei Famosi. Quale esempio si dà ai giovani?». Il Consiglio Nazionale degli Utenti (Cnu), organismo dell’Agcom, ha diffuso una nota: «Ci auguriamo che non sia vero. Evidentemente la tendenza alla spettacolarizzazione non conosce limite e questo è grave, particolarmente per il servizio pubblico. La tv in questo modo rischia di abdicare a qualsiasi tipo di funzione educativa».

LE EVASIONI E LA GRAZIA – Noto per le numerose evasioni e per il suo ruolo di mediatore nel sequestro del piccolo Farouk Kassam, Mesina ha lasciato il carcere di Voghera nel 2004, dopo aver ottenuto la grazia. Da allora vive a Orgosolo. Complessivamente ha trascorso 40 anni in carcere, e quasi 5 da latitante. Penultimo di dieci figli di Pasquale Mesina, pastore, e Caterina Pinna, Graziano (‘Grazianeddu’ per gli amici) fu arrestato la prima volta a 14 anni per porto abusivo di pistola e oltraggio a pubblico ufficiale. Ottenuto il perdono giudiziale, tornò in carcere nel maggio del 1960 per aver sparato in luogo pubblico. Risale ad allora la prima evasione: scappò, infatti, dalla caserma dei carabinieri ma venne catturato e condannato a sette mesi. La «svolta» criminale arrivò la sera dell’ antivigilia di Natale del 1961, quando entrò in un bar di Orgosolo e ferì a colpi di pistola un pastore, “reo” di aver sparlato della sua famiglia, accusandola del sequestro e uccisione di un possidente, Pietrino Crasta.

I PRIMI SEQUESTRI – Arrestato e condannato a 16 anni per tentativo di omicidio, ‘Grazianeddu’ imboccò la via che, attraverso clamorose evasioni (da un treno, da carceri e caserme) e i primi sequestri di persona, ne fecero la ‘primula rossa’ del banditismo sardo. La sua leggenda (si parlò allora di periodiche visite in paese per incontrare ragazze innamorate di lui, si disse anche che si spinse fino a Cagliari per andare a vedere una partita della squadra di Gigi Riva) si infranse il 26 marzo del 1968 a un posto di blocco: una pattuglia della stradale fermò un’auto e nonostante un tentativo di sviare gli agenti («mi chiamo Carta») Mesina venne riconosciuto e arrestato. Nel 1973, mentre sta scontando il cumulo delle pene inflittegli per i sequestri e le evasioni, provò a scappare prima da Volterra e poi da Regina Coeli. Ci riuscì nel 1976, quando evase dal carcere di Lecce insieme all’ esponente dei Nap Martino Zichitella. Arrestato l’anno dopo in Trentino, finì in quel dimenticatoio che cercava da tempo per fuggire da un passato da cui non riusciva a liberarsi.

FAROUK KASSAM – Ma nel 1992 venne di nuovo catturato dalle luci della ribalta quando tornò in Sardegna per occuparsi del sequestro del piccolo Farouk Kassam, una vicenda segnata dalle polemiche sulla liberazione del bambino e sul ruolo che avrebbe avuto proprio Mesina. Quella che in molti – e forse lui stesso – hanno considerato una sorta di «nemesi» arrivò l’anno dopo quando vide riaprirsi le porte del carcere in seguito al ritrovamento di armi nel cascinale di San Marzanotto d’Asti, dove viveva. Gli ultimi giorni di carcere li trascorre a Voghera: la lunga storia dei conti di Mesina con la giustizia si chiude definitivamente il 24 novembre 2004 con la grazia concessagli dall’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Pochi mesi dopo, il 7 febbraio 2005, la prima uscita pubblica, allo stadio Sant’Elia di Cagliari dove, in occasione dell’amichevole Italia-Russia, incontrò in tribuna Gigi Riva.


Google Buzz
Related Posts with Thumbnails

Articoli simili:


Nessun commento »

Non c'è ancora nessun commento.

RSS feed dei commenti a questo articolo. | TrackBack URI

Lascia un commento

XHTML ( You can use these tags):
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong> .