28 novembre 2008

L’esercito sotto casa

Categoria: Gli altri Luca Ceccarelli @ 7:41

Che vi avevamo detto? La manovra dei militari nelle grandi città era solo il cavallo di Troia per qualcosa di più grande.

Ora si vogliono militari in tutti i capoluoghi di Provincia (!!!)

Roma, 27 nov. (Apcom) – Non solo ‘Strade sicure’, ovvero la presenza dei militari nelle grandi città, ha avuto un successo in termini di contrasto alla criminalità e ha incontrato il favore da parte dei cittadini, ma il ministro della Difesa Ignazio La Russa auspica che “si trovino le risorse perchè si possa avere la presenza dei militari, e di altri Corpi dello Stato, non solo nelle città importanti e più grandi, ma in tutti i capoluoghi di provincia”. Il ministro infatti, presentando la raccolta di firme voluta dall’associazione ‘Cuore azzurro’ proprio per una proroga della presenza dei militari nelle strade, esprime questo auspicio chiarendo: “Parlando da uomo di partito dico che il Pdl nei suoi 10mila gazebo che da dicembre saranno in tutta Italia metterà tra le proposte da far sottoscrivere dai cittadini proprio la proroga a ‘Strade sicure’” e la richiesta dell’estensione a tutti gli altri capoluoghi di provincia, “è una proposta mia – chiarisce – ma so che Verdini ha già dato il suo ok”.

Al 26 novembre ci sono stati – secondo i dati che fornisce il ministro – 319 arresti, 678 denunce, 1.415 fermi/accompagnamenti, quasi 112mila controlli su persone, oltre 30mila pattugliamenti, e il sequestro di più di 28mila ‘pezzi’ tra i quali 118 armi. Numeri che spingono il ministro a sostenere che “il numero dei reati è sicuramente diminuito, non c’è bisogno di statistiche, il solo fatto che gli uomini in divisa abbiano dato un senso di maggior sicurezza e un minor numero di reati e che ci sia stata percezione di sicurezza, basterebbe per far chiedere la proroga dell’operazione”.

“A fine gennaio, al termine dei sei mesi, basterà che su proposta mia e del ministro Maroni il Cdm chieda una proroga – spiega La Russa riferendosi sempre all’operazione ‘Strade sicure’ – e non servirà un altro decreto”, dice il ministro certo che dal Consiglio dei ministri verràquesto via libera.

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27 novembre 2008

La Gelmini minaccia: sull’Università siamo solo all’inizio!

Categoria: Gli altri Luca Ceccarelli @ 15:20

Roma, 27 nov. (Apcom) – “Affrontiamo questo dibattito – ricorda Gelmini all’Assemblea dei senatori – sotto l’occhio attento del Paese e di un’opinione pubblica frastornata”, anche ins eguito ad alcuni scandali che hanno coinvolto il mondo accademico: per questo, ammonisce, “possimao dare all’italia il segno di una svolta all’insegna del rigore e del riconoscimento del merito, dobbiamo farlo per il fututo di tutti noi e per dare giustizia ai validissimi docenti e ricercatori che lavorano nelle nostre università”.

“Sono e resto convinta – aggiunge la titolare dell’Istruzione – che l’università italiana abbia bisogno di meno regole e comunque di regole che liberino le energie” dei suoi talenti: “oggi le parole di queste decreto costituiscono l’inizio di un cambiamento più volte tentato e sempre rimasto incompiuto”. In questo senso, Gelmini ha voluto ricordare l’operato di alcuni suoi predecessori, come Ruberti, Berlinguer e Moratti, con la cui azione vuole porsi in continuità: “E’ una continuità che rivendico, che ho inteso rappresentare nella scorsa legislatura e che fa da sfondo alle linee guida appena presentate”.

Quanto alle reazioni, Gelmini ammette di non illudersi che non ci siano proteste: “Ci sono corporazioni che reagiscono all’attacco dei loro interessi consolidati. Ma col vostro aiuto, non vinceranno. Oggi – insiste il ministro – cominciamo a curare alcune piaghe di quel sistema, iniziamo a curare in maniera non definitiva ma significativa la piaga delle prassi concorsuali giudicate assolutamente inidonea a reclutare i migliori docenti”. In questo senso, Gelmini assicura di essere “consapevole che il sistema del sorteggio presenta limiti e problemi, ma in questo momento – sottolinea – bisognava dare un netto segnale di discontinuità rispetto ad una prassi ormai insostenibile”.

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Sinistra Democratica difende lo sciopero generale della CGIL

Categoria: Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo Luca Ceccarelli @ 7:35

(ASCA) – Roma, 26 nov – ”Ci stupiamo di chi si stupisce che un sindacato, che di mestiere fa il sindacato, chiami a sostegno delle sue proposte le persone invitandole a scioperare”. Cosi’, in una nota il segretario di Sinistra democratica Claudio Fava, sulle polemiche per lo sciopero generale indetto dalla Cgil per il 12 dicembre. ”Altro che sciopero politico. Ci chiediamo veramente – prosegue Fava – che film hanno visto l’esponente del PD Calearo e il portavoce del PdL Capezzone. Che avrebbe dovuto fare la Cgil?. La Cgil ha prima presentato una piattaforma con le proprie proposte per uscire dalla grave crisi che rischia di aumentare in modo drammatico le difficolta’ delle lavoratrici, dei lavoratori e dei pensionati italiani. La piattaforma non e’ stata mai oggetto ne’ di confronto e manco di critica da parte del governo: silenzio totale. Poi, dopo le scelte annunciate dal governo fatte di bonus, una tantum e tanto ottimismo ma di zero per lavoratori e pensionati che il sindacato rappresenta, la Cgil ha deciso di mantenere lo sciopero generale a sostegno della sua piattaforma. In mezzo al prima e al dopo si vocifera di una cena con molti commensali (ma senza la Cgil), scelta come luogo improprio di confronto tra governo, Confindustria e parti sociali”.

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4 novembre 2008

Assalto fascista alla Rai: solo l’antipasto?

Categoria: Gli altri Luca Ceccarelli @ 15:42

(da Repubblica.it)

ROMA - Irruzione alla Rai, minacce ai giornalisti di Chi l’ha visto? Gli ultrà di destra puntano l’indice contro la trasmissione di Rai3 che ieri sera ha mostrato un filmano inedito dell’aggressione ad un gruppo di giovani in piazza Navona, mercoledì scorso.

Irruzione in via Teulada. Una trentina di ultrà di destra, con il viso coperto da passamontagna, ieri notte hanno scavalcato i cancelli della sede di via Teulada, lanciando uova marce contro le pareti. Sono fuggiti prima che arrivasse la Polizia, ma stamane, telefonate di rivendicazione e minaccia a nome di Forza Nuova sono giunte alla redazione di Chi l’ha visto?. Per i volti di quegli aggressori del Blocco Studentesco mostrati durante la trasmissione, gli estremisti hanno promesso ai redattori pesanti ritorsioni: “Vi abbiamo identificato, a voi ed ai vostri familiari”.

Le telefonate di minaccia. Una voce maschile, adulta, con voce apparentemente pacata, ha chiamato la redazione da un’utenza fissa: “Abbiamo visto la vostra trasmissione dove chiedete nome, cognome e indirizzi di chi è stato fotografato. Noi faremo lo stesso con tutti voi: chi ha visto voi; chi lavora con voi; dove abitate, e poi verremo sotto le vostre case”. Sono seguite altre tre telefonate dello stesso tenore. (continua…)

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4 novembre: non c’è nulla da festeggiare

Categoria: La Sinistra Luca Ceccarelli @ 10:10

 

4 novembre, azione nonviolenta nelle piazze d’Italia

Non retorica festa militarista ma lutto

per i morti di tutte le guerre.

Proposta del Movimento Nonviolento, di Beati i Costruttori di Pace e di PeaceLink

Si prega di diffondere il piu’ possibile questo messaggio

Si leggano agli studenti le strazianti poesie di Giuseppe Ungaretti scritte in trincea;
Si facciano leggere il “Giornale di guerra e di prigionia” di Carlo Emilio Gadda in cui emerge l’ottusità di ufficiali arroganti e l’insipienza criminale degli alti comandi;
Si facciano leggere “Addio alle armi” di Ernest Hemingway e “Un anno sull’altopiano” di Emilio Lussu, grandi testimonianze del fanatismo di quella guerra;
Si diffondano le lettere dei soldati che mandavano al diavolo la guerra e il re. Furono censurate. Perché censurarle oggi nelle cerimonie ufficiali e non farne mai la minima menzione?
Si facciano vedere ai ragazzi i capolavori cinematografici “La grande guerra” di Mario Monicelli del 1959, “Uomini contro” di Francesco Rosi del 1970, e il film “Tu ne tueras pas” di Autant Lara (“Non uccidere” nella versione italiana) che fu denunciato per vilipendio e proiettato pubblicamente nel 1961 dal sindaco di Firenze Giorgio La Pira, con un coraggioso gesto di disobbedienza civile. (continua…)

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