Nel programma elettorale della coalizione berlusconiana è presente, sin dalla famosa boutade del 2006, l’abolizione dell’ICI.
Ovviamente Silvio si è precipitato a realizzarla già nei primi giorni di governo. Ed è stato un provvedimento senza dubbio apprezzato dagli italiani, anche se palesemente miope e dissennato: toglieva risorse importanti ai Comuni, sui quali veniva scaricato l’onere dell’abolizione, mentre al governo andavano tutti gli onori.
Veniva poi promesso ai sindaci un “risarcimento”, senza specificare nè l’entità nè tanto meno da dove sarebbe stato recuperato.
Alcuni commentatori hanno da subito posto in evidenza come il governo, che vede la Lega tra i suoi componenti, avesse abolito l’unico tributo veramente federalista.
Con un certo ritardo se ne è accorto anche Bossi:
L’annuncio “bomba” Bossi lo ha fatto ieri, durante l’abituale comizio di mezza estate a Ponte di Legno: con il federalismo fiscale, dice, si potrebbe tornare all’Ici. E spiega che bisogna passare da un sistema di finanza derivata, in cui è lo Stato a dare i fondi agli enti locali, a una forma di autonomia finanziaria, in cui gli enti stessi prendono direttamente le tasse. «I cittadini – aggiunge il leader del Carroccio – sono disposti a dare, se le tasse vanno ai loro Comuni, perché vedono i risultati: strade, aiuole». Con il governo in vacanza e la quiete ferragostana la notizia in tarda serata passa quasi sotto silenzio, ma nella mattinata di oggi esplode la polemica. Intervistato da Sky Tg24, il leader della Lega Nord conferma l’intenzione di chiedere al ministro Tremonti – che dovrebbe incontrare oggi – di reintrodurre l’Ici e di «trovare altri modi per fare i soldi».
Immediata l’alzata di scudi del PDL:
«L’Ici è stata sepolta e nessuno la resusciterà», tuona Tommaso Foti, dell’esecutivo di AN e deputato PDL. Per Foti la discussione sulla «vergognosa tassa che vollero Amato e le sinistre» è «chiusa». Anche Maurizio Gasparri, presidente dei senatori Pdl, taglia corto: «Ripristinare l’ICI? Le parole dell’on. Foti sono Vangelo. Quella è la linea e non c’è spazio per nessun’altra tesi in Parlamento». Un altro secco “no” arriva da Rotondi. Il ministro per l’Attuazione del Programma ci tiene a precisare che «le promesse fatte in campagna elettorale vanno mantenute».
Ma il più sincero di tutti è Calderoli:
l’idea – spiega il ministro per la Semplificazione – è di sostituire i tributi sulle case con un unico tributo dei comuni. «La proposta che porterò al tavolo del federalismo fiscale – ha spiegato Calderoli in una nota – non sarà una semplice reintroduzione dell`Ici, ma prevederà la soppressione delle oltre dieci tasse relative alla casa (Stato, Regione, Comune) e la loro sostituzione con un tributo unico, proprio a vantaggio dei Comuni».
Cicchitto prende tempo, imbarazzato:
Solo quando sarà decollato in tutti i suoi aspetti il federalismo fiscale, che dovrà comprendere una compensazione tra regioni forti e quelle deboli, si potrà riesaminare la questione dell’Ici.
Tirando le fila, l’ICI verrà ripristinata. In maniera furba, ovviamente Verrà probabilmente istituita un’ “imposta federale” sugli immobili, che come dice Calderoli incorporerà vari tributi locali e (questo lui non lo dice) l’ICI.
L’ICI, insomma, esce dalla porta e rientra dalla finestra. L’ennesima presa in giro di questo governo.
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La tassa sull’Ici non sarà reintrodotta!!
Commento di massimiliano69 — 18 agosto 2008 @ 9:29