12 agosto 2008

Comincia la censura italiana ad Internet: ecco come difendersi

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Categoria: Gli altri Luca Ceccarelli @ 17:17

Negli ultimi tempi due siti sono stati “vietati” ai navigatori italiani: Colombo-Bt e The Pirate Bay.

Si tratta di due comunità internet in cui si potevano condividere files con il protocollo BitTorrent, una delle modalità più diffuse del cosiddetto “peer to peer”.

I siti non sono stati oscurati, con la modalità classica. Sono stati resi “invisibili” ai navigatori italiani. I più attenti si domanderanno: ma non era questo ciò per cui abbiamo criticato la Cina? Il fatto cioè che impedisse la visione ai propri cittadini di qualsivoglia sito?

Già, è proprio così. Prepariamoci a subire lo stesso meccanismo in Italia.

Ecco il comunicato (in inglese) che si può leggere sulla home page del sito The Pirate Bay:

Fascist state censors Pirate Bay

We’re quite used to fascist countries not allowing freedom of speech. A lot of smaller nations that have dictators decide to block our site since we can help spread information that could be harmful to the dictators.

This time it’s Italy. They suffer from a really bad background as one of the IFPIs was formed in Italy during the fascist years and now they have a fascist leader in the country, Silvio Berlusconi. Berlusconi is also the most powerful person in Italian media owning a lot of companies that compete with The Pirate Bay and he would like to stay that way – so one of his lackeys, Giancarlo Mancusi, ordered a shutdown of our domain name and IP in Italy to make it hard to not support Berlusconis empire.

We have had fights previously in Italy, recently with our successful art installation where we had to storm Fortezza in order to get our art done. And as usual, we won. We will also win this time.

We have already changed IP for the website – that makes it work for half the ISPs again. And we want you all to inform your italian friends to switch their DNS to OpenDNS so they can bypass their ISPs filters. This will also let them bypass the other filters installed by the Italian government, as a bonus. And for the meanwhile – http://labaia.org works (La Baia means The Bay in Italian).

And please, everybody should also contact their ISP and tell them that this is not OK and that the ISPs should appeal. We don’t want a censored internet! And the war starts here…

Stato fascista, dice letteralmente il sito. E nei commenti si legge l’incredulità, quando non un vero e proprio sbeffeggiamento, verso gli italiani, soprattutto per il fatto di aver di nuovo eletto un personaggio come Berlusconi. Ma ormai ci siamo abituati: chiunque sia uscito dai confini nazionali è stato fatto oggetto di ripetuti sfottò al riguardo.

Come difendersi, dunque, da questa opera censoria? Fondamentalmente modificando il modo in cui il nostro PC accede ai siti. Ciò avviene (in maniera molto semplicistica) attraverso dei server specifici denominati DNS. Solitamente noi utilizziamo quelli che ci fornisce il nostro fornitore d’accesso, il provider. Ma questo non significa che non possiamo usarne altri.

Attualmente possiamo disporre di alcuni servizi che ci offrono gratuitamente il server DNS. Possiamo quindi:

  • Sostituire i nostri DNS con 4.2.2.1 (o 2, 3, 4, 5, 6 finale)
  • Sostituire i nostri DNS con quelli di DNS Advantage
  • Sostituire i nostri DNS con quelli di OpenDNS

Con questi DNS sarà possibile navigare senza censure da parte dello stato italiano. Si dice che OpenDNS non riesca attualmente a far visitare The Pirate Bay, speriamo che sia un problema momentaneo.

E’ importante difendere la nostra libertà digitale. Cominciamo a mobilitarci per difendere quella che sarà, sempre più, una libertà fondamentale dell’essere cittadini.

Sulla questione The Pirate Bay ha preso posizione anche l’Associazione Partito Pirata con un comunicato, che pubblichiamo:

The Pirate Bay censurata: inaccessibile dall’Italia.
Bloccato uno dei più noti motori di ricerca per file torrent. In prima pagina sul sito di Pirate Bay: “L’Italia è uno stato fascista”.
http://thepiratebay.org/blog/123

(la pagina cache solo testo di google)
Da ieri il sito The Pirate Bay, che ospita uno dei più noti tracker per Bit Torrent, è irraggiungibile.
Il messaggio di errore che viene mostrato a chi cerca di visitare il sito è : “Il server thepiratebay.org sta impiegando troppo tempo a rispondere”, che lascia intendere l’esistenza di un problema al server ma così non è.
A quanto pare a forza di tentare sembra che alla fine il “potere” sia riuscito a convincere i provider ad applicare filtri, alla faccia delle richieste alla Cina di rispetto dei diritti civili, probabilmente concedendo loro maggior autonomia nella discriminazione degli utenti a scopo commerciale.
Il commento della Baia non si è fatto attendere: “Uno stato fascista censura The Pirate Bay“.
La traduzione letterale del disclaimer dedicato al nostro paese recita:
“Siamo abbastanza abituati alla presenza di paesi con regime fascista che non permettono la libertà di parola. Molte piccole nazioni permettono che i loro dittatori decidano di bloccare il nostro sito, visto che possiamo favorire una diffusione di informazioni che potrebbe essere dannosa ai dittatori stessi. Stavolta è il turno dell’Italia. I suoi abitanti vantano un passato veramente nefasto, poiché una delle federazioni dei discografici fu fondata in Italia durante gli anni del fascismo, e oggi hanno un <omissis>  al potere: Silvio Berlusconi. Berlusconi è anche la persona più potente d’Italia nel campo dei media, poiché possiede molte aziende in competizione con The Pirate Bay, e vorrebbe che le cose rimanessero così. Per questo motivo uno dei suoi <omissis>, Giancarlo Mancusi (il pubblico ministero di Bergamo, N.d.R.), ha ordinato di bloccare il nostro dominio e il nostro IP in Italia, per rendere il cammino difficile a chi non vuole supportare l’impero di Berlusconi”.
Certamente i legali di The Pirate Bay troveranno le vie per contrattaccare giuridicamente il provvedimento, facendo rilevare quanto meno l’incostituzionalità del provvedimento.
E’ necessario un supporto dilagante sia massmediale che internettiano.
Ancora una volta è la Costituzione e i diritti del cittadino che vengono calpestati, è ora e tempo che si scenda in piazza e non in una piazza virtuale ma bensì reale, le notizie che circolano in rete di un possibile “Patriot Act” dedicato al cyberpazio, pronto, in attesa dell’occasione migliore per la sua applicazione, i numerosi segnali di controlli sempre più pervasivi, il continuo prolungamento della “data retention”, ben oltre le direttive europee, prova senza la minima ombra di dubbio la volontà del “potere” e degli attuali governi di trasformare lo Stato da tutore dei diritti dei cittadini in stato sovrano dei cittadini, questa operazione nei confronti di The Pirate Bay ne è, se servisse, un’ulteriore prova. Le classi, le categorie, gli strati sociali, comunque si voglia chiamarli, nella storia hanno dimostrato che se l’inerzia favorisce l’esasperazione, la reazione è comunque arrivata ed è stata sempre un’evento drammatico. Ancora una volta ci appelliamo a quanti lavorano, navigano, si dilettano o ci vivono in Rete a costituire una “massa critica” omogenea d’intenti in grado di contrastare la deriva nefasta verso il tecnocontrollo imboccata dalla nostra società.
Associazione di promozione sociale Partito Pirata
Athos Gualazzi – presidente


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5 commenti »

  1. Veramente sono andato adesso sul sito Pirate Bay e funziona… e navigo dall’Italia senza DNS fasulli… Certo il bloccare in qualche modo la pirateria non è proprio una azione da fascisti, ma questo stato fascista si sente bene in molte altre cose ben più importanti, es. si da più potere ai sindaci, e già si vieta di bere per strada ecc..

    Commento di Scintilena — 12 agosto 2008 @ 17:54

  2. Siamo alle solite, ma c’è di peggio, leggi qui: http://www.riserva-indiana.com/ecco-come-lo-psiconano-vuole-censurare-internet/

    Commento di Maro — 12 agosto 2008 @ 18:02

  3. @Scintilena: Alcuni provider sono “in ritardo”, ma l’ordine è arrivato (uno dei più solerti è stato fastweb, molti a seguire).
    La pirateria è ovviamente una scusa (si cerca l’approvazione o almeno l’indifferenza) per far passare il concetto che un sito possa essere dichiarato unilateralmente “non raggiungibile”.

    Sono poi totalmente d’accordo sulle manifestazioni evidenti dello stato fascista. Basti vedere ciò che sta accadendo con i regolamenti di Roma e, purtroppo, anche a Firenze (tralascio per manifesta ovvietà le città amministrate dalla Lega…)

    Commento di Luca Ceccarelli — 12 agosto 2008 @ 18:03

  4. Confermo ho fastweb e mi appare il logo della guardia di finanza di Bergamo.

    Commento di Maro — 12 agosto 2008 @ 18:09

  5. Salve,
    a puro titolo informativo vi comunico che sul sito dello Spirografo abbiamo preparato la traduzione completa del post.
    La potete trovare all’indirizzo:

    http://www.spirografo.net/piratebay

    Commento di Iriko — 12 agosto 2008 @ 20:06

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