27 luglio 2008

Il regalo di Rifondazione al PD

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Categoria: La Sinistra Luca Ceccarelli @ 18:46

Che spettacolo deprimente. Sto parlando del Congresso di Rifondazione.

Dopo mesi di battaglia interna, con Ferrero che vince al CPN, Vendola che tra le polemiche ottiene la maggioranza relativa nei congressi dei circoli, ci si accusa reciprocamente di nefandezze, a Chianciano si tenta la via unitaria.

Al punto che Vendola parte subito con un’abiura: niente Costituente della Sinistra. Con l’evidente intento di recuperare le altre mozioni, creando le basi per una gestione unitaria.

Anche questo tentativo fallisce miseramente. E comincia un’estenuante lotta tra sospetti, accuse, sospensioni, urla e persino canti. Sì, canti: i ferreriani intonano i canti comunisti a dileggiare i vendoliani.

Scene che non avremmo mai voluto vedere. Il segno più evidente di un’involuzione politica e metodologica. Addirittura c’è chi auspica il nuovo abbraccio con il PdCI di Diliberto.

Ferrero poi vince, Vendola annuncia che costituirà una corrente di minoranza (!)

Un duro colpo alla prospettiva di una nuova unità della Sinistra. Un chiudersi nelle proprie stanze allo stesso tempo sdegnoso e suicida. Il simbolo come feticcio, nuovo totem salvifico in vista delle elezioni europee.

Il PD non aspettava altro. Appena la situazione si è delineata, ha sparato il colpo che aveva in canna da tempo: se questa è la Sinistra, dice il PD, allora faremo alleanze solo con l’UDC. E te pareva!

A questo punto, chiusi i Congressi, è chiaro che l’unità a Sinistra sarà possibile solo con una Costituente di popolo, che prescinda dalle dirigenze dei partiti, che abbia anzi la caratteristica di una profonda spinta dal basso.

Ora più che mai c’è bisogno che chi si sente di Sinistra dia il suo contributo alla nascita di un soggetto nuovo, di popolo, responsabilmente orientato al governo del Paese.


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12 commenti »

  1. La sinistra non ha ancora capito che il purismo ideologico non paga più.
    Servirebbe molta fermezza su certi problemi (es: la prima finanziaria del governo Prodi che calcava i chiodi al popolo non doveva passare, averlo permesso ha decretato la fine della sinistra come parte politica in difesa della povera gente) e più elasticità su altri, es: Tav oppure termovalorizzatori. Il No sempre e comunque, cioè ideologico, viene visto negativamente e fa ritenere la sinistra incapace di governare e quindi non più meritevole di avere i voti per andare al governo.
    ciao
    da un cuore ancora ideologicamente comunista.

    Commento di tedos — 27 luglio 2008 @ 19:21

  2. penso che il purismo ideologico sia alla fine la cosa che paga sicuramente perchè si è dimostrato come i social traditori facciano naufragare le legittime speranze di milioni di uomini che si sono battuti per le loro idee e hanno pagato anche con la vita.

    Commento di ettore — 27 luglio 2008 @ 20:47

  3. e si considerano inteligenti!!!!!!!!!!!!!!!!
    che pena.è bene di ricordargli che non siamo più nel1900 ma nel 2008.anche Lenin sta ridendo per la modernità delle teorie a dir poco strampalate.
    SIAMO RIPASSATI DALLA RUOTA TONDA A QUELLA QUADRA
    COMPLIMENTIenzo

    Commento di enzo — 27 luglio 2008 @ 21:20

  4. Vendola sulla stessa scia dell’ex segretario Bertinotti sui mas media prima del congresso si era già speso come vincitore con Bossi per il federalismo e d’Alema sulle riforme costituzionale. Il mondo politico attuale invece dovra’ stupirsi per non la sua elezione e troveranno una Rifondazione ben agguerrita su tutti i temi e dovranno aggiornarsi alla novità del nuovo segretario Ferrero che sui temi come federalismo e riforme istituzionali troveranno barricate per difendere la nostra democrazzia costituzionale fatta di solidarietà e portare chi lavora al governo per difendere i diritti di tutti gli ultimi in Italia e nel mondo. Paolo Ferrero è il nuovo segretario di Rifondazione comunista. Lo ha eletto il nuovo Comitato politico nazionale del partito, con 142 sì e 134 no, 4 schede bianche e un astenuto. Subito dopo la proclamazione del risultato, i militanti che lo hanno sostenuto nella battaglia congressuale hanno intonato Bella ciao e l’Internazionale.

    Commento di eugenio — 27 luglio 2008 @ 22:03

  5. Un po’ di equilibrio però, ho paura che siano entrati in cricolo degli slogan che stanno facendo malissimo alla comprensione di quanto accade.
    Avete letto il documento vincitore al congresso del PRC?
    Potete dirmi dove sono le parti ideologiche ed identitarie?

    Non facciamoci infinocchiare dal falso discrimne identitari vs. innovatori, non ha senso.
    Il discrimine è tra chi vuole una sinistra d’opinione legata ai paradigmi politici del PD e chi pensa che l’unico modo di riacquistare peso e influenza politica sia ricostruire da capo una sinistra. Ferrero e il PdCi stanno in questa seconda categoria.
    Chiunque è liberissimo di fidarsi di puù di Vendola ma le accuse di essere dei veterocomunisti che vivono nel passato sono fesserie.

    Commento di Settorede Demokratico — 27 luglio 2008 @ 22:29

  6. da un cuore ancora ideologicamente comunista

    e da una testa molto ma molto socialdemocratica

    Commento di ANDREA — 27 luglio 2008 @ 23:10

  7. No, amici. Non sbagliamo ancora. Ciò che è accaduto alla nostra sinistra si deve alla perdita di contatto con la base. Se gli operai, i braccianti, i contadini hanno perso la coscienza della propria identità che li ha portati addirittura a votare per il “nemico”, vuol dire che proprio siamo molto lontani dalla soluzione. Sono le parole che hanno giocato un ruolo fondamentale nella confusione. Se uno spazzino non si chiama più così ma “operatore ecologico”, un bidello diventa “assistente” e così via, non è solo un problema di definizioni. E’ invece un enorme problema di identità di massa. Non ci si riconosce più come un gruppo, una “classe”, ma una serie di individui con bisogni individuali, aspirazioni personalizzate. Naturalmente ho semplificato, ma penso di poter rendere il concetto. E noi, che possiamo mettere la nostra istruzione al servizio di chi non ha i mezzi per riconoscere il proprio stato di subordinazione ed aiutare il nostro prossimo a rialzarsi e combattere per una vita degna, giriamo intorno alle parole. Dobbiamo smetterla. Bisogna ripartire dalla piazza. Ho scritto fiumi di parole sui gazebo in piazza, (prima che l’idea fosse acchiappata da Berlusca, che ha capito benissimo) per poter avvicinare “la base”, ascoltare, discutere, proporre. Non ci sono più i circoli politici di quartiere. Non ci sono orecchie attente tra le nostre strade, pronte a cogliere il disagio. Non ci sono voci che possono parlare per chi sta male. I politici di mestiere si preoccupano del loro personale predominio. Qualcuno ha sentito parlare di “operai”? Di “contadini”, “metalmeccanici”, durante il congresso? Ragazzi, è ora di finirla di giocare al potere. Le carte sono truccate da tempo. La sinistra risorge dal popolo perché è espressione del popolo. I loro rappresentanti saranno – per fortuna – illustri sconosciuti che avranno saputo guadagnarsi la stima di coloro che devono rappresentare. Ciò che sta facendo Grillo, agitando la propria indubbia capacità oratoria nel mondo del qualunquismo, è ciò che avrebbe dovuto fare da tanto tempo la sinistra. In piazza, con iniziative di forte impatto. Chiamiamo le cose con il loro nome, non vergogniamoci di definire il popolo “proletariato” come è giusto che sia. E’ la coscienza di esistere che forma intorno a sé la forza di opporsi. Riconosciamoci, guardiamoci, confrontiamoci. Ricominciamo a camminare insieme!

    Commento di chicco52 — 28 luglio 2008 @ 7:31

  8. mi sembra che gli stessi errori di 90 anni fa si ripetano : la sinistra si richiude in un fortino ideologico dall’alto di un 2 per cento scarso (glielo vorrete concedere a verdi, Pdci, SE un 1 per cento tutti insieme, si ?) e bolla ciò che è alla sua destra come nemico di classe, traditore dei lavoratori,ecc.
    col risultato che, nei pochi posti in cui la sinistra è determinante, il governo degli enti locali passerà alla destra prendendo a pretesto questioni importanti ma certo meno della tenuta democratica del paese, tipo per esempio l’esternalizzazione di alcuni servizi.
    quello che è successo al pc francese alla fine è accaduto anche qui : marginalizzazione e radicalizzazione, in una burletta folkloristica.

    Commento di marco — 28 luglio 2008 @ 9:14

  9. Ma non si farebbe prima a dire che finalmente il comunismo è finito anche in italia?
    Tanto mi pare più che evidente.
    Si ci sarà ancora qualche nostalgico che canta bandiera rossa, e qualche politicante che vive adorando le glorie del passato ( le purghe di stalin erano glorie???! )
    Ma la verità è che oramai piano piano in tutto il mondo le idee strampalate di marx e co. stanno scomparendo.
    Mi fa piacere che in italia i maggiori fautori della scomparsa siano proprio quelli che invece vanno dichiarando di esserne gli eredi…
    Siamo nel 2008, ma non vi sentite ridicoli alla luce della storia a parlare ancora di comunismo?
    Siete rimansti nei film di don camillo e peppone…

    Commento di Manuel — 28 luglio 2008 @ 12:28

  10. Io non sono comunista, ma liberalsocialista.
    Tuttavia, Manuel, non arriverei a definire “strampalate” le idee di Marx o “ridicoli” coloro che si professano ancora comunisti.
    Forse anacronistici, certo, ma non ridicoli, perchè la loro idea (che non è certo quella di chi ha portato ai gulags ed allo sterminio degli oppositori, deformazione totalitaria di dittatori sanguinari)è quella che ha permesso alle masse operaie e contadine, il proletariato, che nell’ottocento e buona parte del 900 erano la maggioranza dei lavoratori,di lottare per più umane condizioni di vita e di lavoro ed all’Italia, non dimentichiamolo, di liberarsi dal Fascismo.
    Molte lettere di condannati a morte dai Tribunali Speciali fascisti o della Repubblica Sociale sono opera di “comunisti”.
    Gramsci, il padre del comunismo italiano, è morto a seguito della pluriennale detenzione nelle carceri fasciste e nelle sue lettere dal carcere sono contenute molte riflessioni, valutazioni e critiche condivise da soggetti militanti su fronti opposti.
    Detto questo, è evidente che Rifondazione si è avvitata su se stessa e dimostra la propria vocazione ad essere confinata, specie se imbarcherà anche Diliberto, nel Museo delle occasioni perse.
    Massimo

    Commento di massimo ceciarini — 29 luglio 2008 @ 13:21

  11. Addirittura c’è chi auspica il nuovo abbraccio con il PdCI di Diliberto.
    OH YEAH!
    besos rojos ladytux ;)

    Commento di ladytux — 30 luglio 2008 @ 14:33

  12. @ladytux: Mi auguro almeno che tu nel PdCI abbia votato la mozione 2 (Bellillo-Guidoni)….;)

    Commento di Luca Ceccarelli — 30 luglio 2008 @ 14:37

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