30 dicembre 2007

Un appello contro la grazia a Contrada

Categoria: Gli altri Luca Ceccarelli @ 17:09

Sconfiggere le mafie è un obiettivo imprescindibile, una priorità nazionale.
Le mafie inquinano il nostro territorio, negano i nostri diritti, cancellano libertà e dignità, impediscono lo sviluppo di intere regioni e condizionano il mercato in ogni regione del Paese, uccidono. Non basta combatterle, condannarle a parole, con manifestazioni o slogan altisonanti, bisogna sconfiggerle! Non bisogna aspettare nuovi morti e non bisogna dimenticare che per sconfiggerle occorre l’azione comune della società civile, della magistratura e delle Istituzioni tutte. Occorre affrontare questa “guerra”, con oltre 2650 morti ammazzati, iniziando dal rompere il silenzio e l’omertà, l’indifferenza e la connivenza, che avvolgono, proteggono e rafforzano la presenza e l’attività mafiosa, al Sud come al Nord. Nessuno può chiamarsi fuori.
Sappiamo che le mafie possono contare su connivenze e complicità di pezzi dello Stato. Inseriscono uomini nelle Istituzioni, locali come nazionali, o trattano e usano uomini delle Istituzioni, locali e nazionali. Attraverso segmenti della massoneria, attraverso l’intreccio perverso mafia-politica-affari, impongono scelte al Potere cosiddetto legale, piegando l’interesse pubblico. La stagione stragista, come gli omicidi eccellenti commessi dalla mafia, le latitanze dei boss come l’azione di riciclaggio ed infiltrazione negli appalti pubblici, hanno messo in luce questo legame perverso tra Potere cosiddetto legale e Potere criminale. Solo spezzando questo legame, solo colpendo questa rete di protezione e complicità, e solamente aggredendo i patrimoni frutto del crimine mafioso e della corruzione, si potrà rompere questo equilibrio perverso.
Ci sono uomini e donne straordinarie, nelle forze dell’ordine, nella magistratura, nell’amministrazione della cosa pubblica come nelle Istituzioni che si oppongono strenuamente alla prepotenza mafiosa ed ai volti di quei “professionisti” dal colletto bianco che agiscono per conto dei mammassantissima di Cosa Nostra, ‘Ndrangheta e Camorre. Uomini e donne preparati che non hanno mezzi ma fanno l’impossibile per sconfiggere e non solo combattere le mafie. Ci sono uomini e donne, ragazzi e ragazze, straordinari che nelle scuole o sul territorio operano per contrastare la cultura mafiosa e far comprendere quanto la Legalità sia utile per tutti e che i Diritti devono essere garantiti dallo Stato e non elargiti dal boss di turno in cambio di sudditanza. Ci sono organizzazioni di impegno civile e sociale che operano per rendere evidente che la mafia può essere colpita e che i beni confiscati a queste possono divenire occasione di riscatto.
Un opera straordinaria che rischia ogni giorno di infrangersi e che ogni giorno, sempre di più, viene mortificata e umiliata da pezzi delle Istituzioni che non vogliono sconfiggere le mafie. Provvedimenti che limitano le risorse ed i mezzi a disposizione dei reparti investigativi, cavilli e contraddizioni legislative che di fatto rendono vana l’azione giudiziaria. Normative e gestioni che disincentivano la scelta dei cittadini di aiutare lo Stato, con Testimoni di Giustizia condannati a non-vivere per sopravvivere e con Collaboratori di Giustizia che vedono cadere i propri parenti morti ammazzati per la loro scelta di pentimento. Beni confiscati con fatica che restano in mano ai boss o che rimangono inutilizzati, quando – addirittura – non finiscono in mano alle banche. Attacchi, delegittimazioni e accuse infamanti ai magistrati che hanno la schiena dritta e non accettano di chiudere gli occhi davanti alle collusioni ed alle complicità del Potere con le mafie e con la rete di corruzione, clientela e illegalità che sottrae risorse alla collettività.
Ogni giorno anziché rafforzare la cultura della Legalità, della credibilità dello Stato, si avvalla quel fondamento della cultura mafiosa che fa credere che comportarsi onestamente non paga. Assistiamo a proclami su Sicurezza e Legalità che significano tolleranza zero per i poveri cristi (come chi è – vittima dei traffici mafiosi – come gli immigrati clandestini, le ragazze prostitute o le vittime delle droghe) e tolleranza mille – cioè impunità e immunità – per i colletti bianchi, per i potenti, per i grandi criminali e le loro reti di protezione. Abbiamo assistito a manifestazioni antimafia con collusi in prima fila, abbiamo assistito a complici silenzi come sull’Agenda Rossa di Paolo Borsellino, da parte di alte cariche dello Stato, abbiamo assistito alla creazione – ad arte – di movimenti antimafia puramente mediatici utili solo alla politica ed al perenne tentativo di “normalizzazione” per depistare e screditare quanti, ogni giorno, si “sporcano le mani” e fanno nomi e cognomi. Dopo la beatificazione di Giulio Andreotti, presentato – trasversalmente – come “assolto” quando invece è stato riconosciuto – in via definitiva – colpevole di associazione mafiosa con Cosa Nostra sino al 1980. Dopo l’indulto che ha “liberato” anche molti della “manovalanza mafiosa”, che ha salvaguardato gli interessi di quell’economia e finanza corrotta, e dopo il Golpe Giudiziario attuato dal Ministro Mastella per fermare l’inchiesta Why Not in cui era coinvolto come indagato insieme al Premier, è di questi giorni la notizia che il Presidente della Repubblica ed il Ministro di Grazia e Giustizia, hanno avviato l’iter per concedere la Grazia ad un colpevole di associazione esterna a Cosa Nostra, condannato in via definitiva. NO! Adesso BASTA!!! Non è accettabile che Bruno Contrada, che, alto funzionario dello Stato, ha tradito e preferito servire Cosa Nostra, divenendo corresponsabile di quella stagione stragista che ha sventrato e intriso di sangue il Paese. NO! Proprio ora che, nonostante tutto, si sono inflitti pesanti colpi a Cosa Nostra, come la cattura dei Lo Piccolo, degli uomini vicini a Messina Denaro, la fine di Daniele Emmanuello, la rivolta -con il sostegno di Confindustria- contro il pizzo, lo Stato non può dare segni di cedimento. NO! A questa inquietante e vergognosa resa di alcuni, noi ci opponiamo, chiedendo rispetto per tutte le vittime delle mafie e, a questo punto, non possiamo esimerci dal chiedere che sia fermato l’iter della grazia avviato dal Ministro Mastella.

Casa della Legalità e della Cultura – Onlus [sito]
DemocraziaLegalità.it [sito]
Associazione familiari delle Vittime di Via dei Georgofili [sito]
Salvatore Borsellino
Gioacchino Basile [sito]
TUTTE LE ADESIONI SARANNO PUBBLICATE ON LINE
E VERRANNO INVIATE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, AL GOVERNO ED AL PARLAMENTO

per aderire e sottoscrivere la lettera-appelo
invia una e-mail con cognome, nome e città a: nograzia@genovaweb.org

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29 dicembre 2007

Dini come John Belushi

Categoria: Gli altri Luca Ceccarelli @ 16:56

Lamberto Dini è uno stellare esempio di acrobazia ed opportunismo politico.

Salta da destra a sinistra riuscendo a rimanere sempre al centro. Pensavamo, seriamente, di esserci liberati di lui quando il suo patetico “Rinnovamento Italiano” era finito a percentuali da prefisso telefonico.

E invece te lo trovi sempre in mezzo. Chi pensava che il mitico “conto Ranocchio” citato dal ciarlatano Igor Marini nell’inchiesta Telecom Serbia fosse l’ultima occasione per sentir nominare Lambertow si sbagliava di grosso.

Dopo aver, insieme ad una sgangherata armata da lui denominata “Liberaldemocratici”, messo più volte veti e paletti per ottenere qualche briciola in più in Finanziaria, oltre ad un rapido dietrofront sul Welfare, ora addirittura vuole sedere al tavolo della verifica di Governo con un “programma irrinunciabile” .

Il premier sfoggia un ottimismo fuori luogo, perchè il governo continua a perdere consensi. Quindi noi accettiamo la sfida: presenteremo un programma alternativo che dovrebbe essere accettato nella sua interezza. Se così non fosse, il nostro voto sarà negativo.

Vorrei aggiungere: e chi se ne frega.

Oltretutto va sottolineato che in questa posizione diniana non c’è ombra di convinzione politica sincera. C’è piuttosto voglia di macchinazione. Dini punta infatti a far continuare la legislatura con un governo istituzionale di larghe intese.

Già la formula non promette niente di buono.

Tra l’altro, come riporta Bruno Vespa (!), Dini sostiene che il suo motto è “Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”. Un redivivo John Belushi, insomma.

Ma c’è di più. Sentite che capolavoro fa Manzione, un altro del manipolo diniano. Prima prende le distanze dall’aut-aut di Dini

Quel che pensa Dini lo sa solo lui – afferma il senatore Roberto Manzione in una intervista a ‘Il Messaggero’- e quel che dice vale solo per sè. Parla di un programma non si sa a nome di chi: immagino che pensi ad un suo programma, corre un pò troppo…

Poi rivela il progetto:

io ed altri senatori amici abbiamo l’obbiettivo di costituirci in un gruppo autonomo ‘per le riforme’, per contribuire a varare davvero nuove regtole. Con me, Bordon ed altri tre siamo già cinque certi di partenza. Penso poi a Fischella che di riforme è un grande esperto ma non si sa perchè il Pd lo ha lasciato fuori. Se poi arrivasse qualcun’altro anche dal centrodestra non mi dispiacerebbe: ci sono amici eletti con loro che hanno a cuore come noi la sorte delle riforme. Penso a senatori come Saro e Del Pennino. E a indipendenti come Randazzo e Pallaro. Se l’operazione va in porto, possiamo arrivare a 10 e formare un nostro gruppo parlamentare”. Un gruppo, insomma, che assicuri il proseguiomento della legislatura. “Io penso che al voto si possa arrivare nel 2009″, anzi “direi anche nel 2011, ma non voglio apparire pretenzioso”.

Insomma, creare l’ennesimo gruppo centrista e trasversale, istituzionalizzando di fatto il proprio potere continuo di ricatto. Mica male!

La prima Repubblica era niente al confronto di Lambertow e compari. “Animal House II: Ricatto al Governo”. Prossimamente, al cinema.

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21 dicembre 2007

Le riforme si fanno insieme!

Categoria: La Sinistra Luca Ceccarelli @ 14:35

C’è una tentazione forte, in primis da parte di Uòlter e Silvio.

Quella cioè di fare le riforme in due, ignorando il volere degli altri. Tanto contano solo loro.

Invece il Presidente della Camera Bertinotti ammonisce:

Se non si riesce a realizzare una stagione delle riforme rischiamo una deriva drammatica nella quale non si salva nessuno. Se non si fanno le riforme, corriamo il rischio di arrivare ad una Quarta Repubblica ma senza un De Gaulle” e quindi l’Italia si avviterebbe in ”una crisi strisciante”.

Se non si affrontano le riforme, la politica si mette nell’indisponibilita’ di dare risposte”; attualmente – ha sottolineato – ”c’e’ un blocco del sistema politico da rimuovere per rimettere in moto il Paese. Blocco dovuto all’attuale legge elettorale”, ad ”un sistema bicamerale perfetto”, ai ”regolamenti parlamentari ciclicamente considerati inadeguati perche’ limitano la capacita’ decisionale della maggioranza e la stessa attivita’ delle opposizioni”. Quindi, via alle riforme che vanno fatte – ha detto Bertinotti – ”per via parlamentare e con il contributo di tutti, senza diritto di veto per alcuno”. ”Sono grottesche – ha aggiunto – le critiche a chi ricerca le larghe convergenze. I larghi schieramenti sono la fisiologia delle riforme, mentre la patologia sono le riforme a maggioranza stretta’ .

Chiaro il messaggio: non ci provate. Del resto sarebbe una forzatura notevole un accordo solo tra i due partiti più grandi. Un tentativo di delegittimazione di tutti gli altri interlocutori politici, che bene o male rappresentano oltre il 40% degli elettori.

Questa presa di posizione di Bertinotti ha anche avuto l’effetto di ricompattare la Sinistra. Il primo plauso, infatti, viene da Manuela Palermi, capogruppo Verdi-Pdci, ultimamente molto critica.

La preoccupazione che muove il Gruppo Verdi-Pdci è che l’ampio consenso sia ricercato nelle sedi istituzionalmente corrette, e quindi nelle Aule del Parlamento , evitando che incontri inappropriati ed esterni ad esso creino problemi e cristallizzino le posizioni, con l’inevitabile conseguenza di rendere arduo il confronto. Sono certa che il presidente Bertinotti opererà perché il Parlamento possa esercitare il suo ruolo e lavorare con serenità.

Insomma Uòlter ed il suo nuovo amichetto Silvio la stanno combinando grossa, giocando con le sensibilità politiche e con le procedure istituzionali, come fa notare anche Cesare Salvi:

Veltroni è entrato come un elefante in una cristalleria: prima ha proclamato la fine del maggioritario, poi vuole il proporzionale, poi lo sbarramento, poi cerca l’intesa con Berlusconi.

Uòlter-elefante. O forse è il PD? Grosso, lento e dalle movenze incerte.

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20 dicembre 2007

L’Italia è una Repubblica fondata su…?

Categoria: La Sinistra Luca Ceccarelli @ 14:58

Che fine sta facendo il lavoro in Italia?

Stiamo assistendo ad un’offensiva massiccia contro lavoratori e mondo del lavoro salariato. Potente, appoggiata anche da coloro che, come il PD, si richiamano ad un’esperienza di centrosinistra, forse ormai perduta.

Il PD andrà in giro a raccontare agli operai che, se vogliono guadagnare di più, devono lavorare di più. Detto con il loro linguaggio, “agganciare i salari alla produttività”.

Intanto i salari perdono sempre più potere d’acquisto, si muore facendo straordinario, le emergenze sono all’ordine del giorno.

Gennaro Migliore analizza così la svalorizzazione del lavoro:

Siamo passati da una composizione della ricchezza nazionale che era al 60% lavoro e 40% rendita, oggi, dopo 20 anni, è composta dal 60% di rendite e 40% lavoro”. Con questi dati, il capogruppo alla Camera di Prc Gennaro Migliore ha ricordato, questa mattina durante il dibattito di ‘Omnibus’ su La7, la necessità di “intervenire per contrastare questo trasferimento”, e ha aggiunto: “noi stiamo al governo perché vogliamo costruire una coalizione che tuteli questi interessi”.

Mentre Piero Di Siena commenta così la situazione sicurezza:

“L’ennesimo caso che si aggiunge al vero e proprio bollettino di guerra che dai posti di lavoro ci giunge sul piano nazionale e agli altri incidenti mortali che si sono verificati in Basilicata”. Cosi’ il senatore di Sinistra Democratica, Piero Di Siena, a proposito dell’incidente mortale sul lavoro che “alla Fiat di Melfi ha coinvolto Luigi Simeone, un operaio di una ditta appaltatrice della manutenzione”.
Di Siena aggiunge: “Nell’esprimere il cordoglio alla famiglia di questa ulteriore vittima delle condizioni di rischio in cui ormai si lavora in Italia, voglio sottolineare che l’universo Fiat e’ lungi dall’essere estraneo alle condizioni generali di insicurezza”.
Nello stabilimento di Melfi, continua il senatore, “gli ultimi mesi sono stati segnati da un deterioramento delle relazioni sindacali a cui e’ corrisposto un peggioramento delle condizioni generali di lavoro che probabilmente hanno potuto, anche indirettamente, influire sulle circostanze che hanno provocato questo luttuoso evento”.

Si tratta di due grandi questioni aperte e collegate: se è vero che si è chiuso troppo spesso un occhio sulle condizioni di sicurezza dei lavoratori, è anche vero che l’esasperazione dei ritmi lavorativi e la ormai chiara necessità del ricorso al lavoro straordinario per integrare una magra retribuzione hanno ulteriormente messa a repentaglio l’incolumità stessa dei salariati.

C’è bisogno, quindi, non di parlare di “aumentare la produttività”, bensì di porre la questione salariale al centro delle politiche sul lavoro.

Solo comprendendo, infatti, la necessità di restituire un reddito decente ai lavoratori si può pensare di rilanciare la competitività del sistema Italia. Recuperare la sicurezza sul lavoro tramite adeguate politiche salariali e controlli più frequenti e più efficaci consente di migliorare la qualità della vita di un’intera classe sociale.

L’aumento dei salari consente un incremento della domanda interna, da tempo in crisi. Inoltre è tempo di passare da produzioni di scarso valore aggiunto, per le quali la competitività è possibile solo comprimendo il costo del lavoro, a quello dal maggior contenuto tecnologico ed innovativo, che restituisca l’Italia al novero dei Paesi evoluti.

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18 dicembre 2007

PD: Pessimo Debutto

Categoria: Partito Democratico Luca Ceccarelli @ 15:37

Questo si leggeva ieri sugli striscioni dei manifestanti, davanti al Campidoglio.

Era in corso la discussione e la votazione dell’ordine del giorno, promosso dalla Sinistra, sul Registro delle Unioni Civili.

Risultato della votazione: Contro 44 consiglieri, dal Pd, all’Udeur al Centrodestra. A favore 11 consiglieri della Sinistra. Nessuno si è astenuto.

Alla prima prova, il PD ha rivelato la sua anima. Per niente laica.

La proposta era firmata infatti da Adriana Spera (Prc-Se), Fabio Nobile (Pdci), Roberto Giulioli (SD), Nando Bonessio (Verdi), Gianluca Quadrana (PS). Bocciato anche l’odg dell’opposizione di sostegno alla famiglia. e l’odg presentato dai consiglieri di Rifondazione e dal consigliere della lista Roma con Veltroni, Antonio Fayer.

Mentre il consiglio dibatteva, nella piazza del Campidoglio 200 persone tenevano un sit-in a favore dell’istituzione del registro delle Unioni Civili. “Roma città laica e dei diritti” recitava uno striscione. E ancora “Pd, pessimo debutto” firmato Circolo Mario Mieli ed i palloncini rossi legati ad un lampione che fanno sventolare lo striscione “coppia di fatto” con le fotografie di Bagnasco e Veltroni. Al termine alcuni dei manifestanti, tra cui Vladimir Luxuria, Angelo Bonelli, Massimiliano Smeriglio, si sono trasferiti nell’aula Giulio Cesare.

«Mi chiedo se esista una nuova maggioranza – ha detto il deputato e segretario di Prc a Roma Massimiliano Smeriglio – che va dal Pd ad An». E’ solo una delle battute polemiche che hanno accompagnato la spaccatura all’interno della maggioranza.

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17 dicembre 2007

La vera domanda per il PD

Ci siamo scervellati tutti: la nascita del PD indebolirà Prodi? Cosa significherà la nascita del PD per il Governo?

Miopi, abbiamo perso di vista la domanda principale.

E la domanda principale è: “La nascita del PD sancirà la fine del centrosinistra?”.

Così, mentre all’interno della Sinistra riemergono tentazioni di tornare all’opposizione, Titti Di Salvo, capogruppo di Sinistra Democratica alla Camera, esplicita:

Oltre alle varie proposte specifiche sulla legge elettorale, ci aspettiamo da Prodi, da Veltroni e dagli altri dirigenti del Pd una parola di chiarezza, che non hanno ancora pronunciato, su un punto fondamentale: considerano ancora strategica, per il presente e per il futuro, l’alleanza di centrosinistra? Sinistra Democratica sì.

Già ,Uòlter. Dicci una cosa chiara, possibilmente di sinistra. Vuoi che l’esperienza del centrosinistra continui o hai in mente qualcos’altro? Dillo, per favore.

La mia posizione personale coincide con quella della Di Salvo:

Siamo convinti della stategicità del centrosinistra non come rete di protezione dei ‘piccoli’ (come odiosamente si usa dire oggi), ma perché è evidente che un’alleanza di centrosinistra è l’unica che possa garantire al Paese quella prospettiva di sviluppo, giustizia ed equità di cui ha bisogno. E’ per questo  che continuiamo a sostenere che la futura legge elettorale dovrà garantire più e meglio di quella attuale la composizione delle alleanze prima del voto.

La Sinistra unita (speriamo presto partito e non più federazione di partiti) deve avere questo obiettivo: far vivere sempre la possibilità concreta di un centrosinistra. Evitando, possibilmente, fughe ed inciuci al centro da parte di PD, cose bianche e Silvii vari.

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16 dicembre 2007

Grosseto: la Biblioteca getta i libri nei cassonetti

Categoria: In prima persona Luca Ceccarelli @ 20:19

E’ accaduto un fatto atroce. Una Biblioteca che getta i libri nei cassonetti.

Due studentesse hanno infatti visto qualcuno della Biblioteca che buttava molti volumi in un cassonetto, hanno recuperato i libri ed avvisato un’emittente locale, che ha fatto scoppiare il bubbone.

Di seguito il comunicato stampa che abbiamo inviato come Sinistra Democratica insieme a Rifondazione Comunista e Verdi:

“Ci sono dei casi in cui non si puo’ che rimanere esterrefatti. Paralizzati dal paradosso e dallo scempio.
Il caso dei libri gettati dalla Biblioteca Chelliana nei cassonetti e’ uno di questi.
Stiamo parlando dell’istituzione che, per antonomasia, dovrebbe fare della cultura del libro la propria bandiera. Dovrebbe essere la sede naturale per il recupero dell’amore per la lettura, contrapposto alle distratte consultazioni ed alla frammentarieta’ della nostra societa’.
L’ “oggetto libro” e’ un patrimonio della nostra cultura, uno tra i pochi simboli che resistono all’aggressione delle tecnologie emergenti; un compagno del nostro tempo libero, l’amico di chi studia, ricerca, approfondisce.
Evidentemente per la nostra Biblioteca tutto cio’ non esiste. Perche’ il libro, rifiutato, finisce appunto nei cassonetti.
Si esprimono motivazioni di rinnovo, di ordine, di aggiornamento degli scaffali. E non ci si ferma neanche un attimo a pensare che quei libri cosi’ bistrattati potevano fare la felicita’ delle piccole biblioteche degli altri Comuni o delle scuole di Grosseto e provincia. O magari essere raccolti, soccorsi da privati cittadini che ne avrebbero, questo e’ sicuro, apprezzato il valore ben piu’ di chi se ne stava sbarazzando cosi’ a cuor leggero.
Condanniamo fermamente questa azione selvaggia nei confronti di tanti ed importanti volumi. Sono scene che non vorremmo mai vedere, specialmente qui a Grosseto.
Un grazie, sentito, va a quei ragazzi che, con amore, hanno voluto trarre in salvo molti libri ed hanno pubblicizzato l’accaduto attraverso i media. Vogliamo sperare che il Comune ne dia loro il giusto riconoscimento, cosi’ come ci auguriamo che molti siano i giovani che hanno nell’animo questo amore per i libri. E’ importante per la nostra cultura.
Proponiamo per il futuro che la Biblioteca, qualora si renda necessario rimuovere alcuni volumi dalla propria disponibilita’, ne faccia dono ai piccoli Comuni, alle scuole del nostro territorio ed organizzi iniziative per distribuirli gratuitamente anche ai cittadini, dandone adeguata pubblicita’.”

Luca Ceccarelli, Coordinatore Provinciale Sinistra Democratica

Paola Giannelli, Segretaria Provinciale Rifondazione Comunista

Paola Tamanti, Coordinatrice Provinciale Verdi

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14 dicembre 2007

Stati Generali: cosa resta?

Categoria: La Sinistra Luca Ceccarelli @ 22:05

Dopo alcuni giorni di frenetici impegni politici (e complice la Telecom che mi ha lasciato senza linea telefonica per giorni), finalmente torno a scrivere su questo blog.

La copertura mediatica dell’evento dell’8-9 dicembre è stata pessima. Volutamente.

Non c’era una riga nè su Repubblica, nè sul Corriere della Sera, nè su l’Unità il giorno 8. Ed il giorno successivo si parlava solo del fatto che Ingrao non sarebbe venuto. Ed invece c’era. Tiè ;-)

Interessante, e molto, l’approccio simil-social forum del sabato. I forum tematici hanno consentito di approfondire e discutere numerosi argomenti. Il difetto: voler far parlare tutti in un solo giorno ha contingentato sin troppo i tempi: molti relatori si sono dovuti scusare per essere stati troppo schematici a favore della brevità dell’intervento.

Domenica è stato lasciato (e giustamente) spazio all’entusiasmo. Come il 20 ottobre ci si è mescolati con gioia e naturalezza, consapevoli che la base, ben prima dei rappresentanti politici ed istituzionali, ha già sancito l’unità della Sinistra.

Del resto i gruppi dirigenti sono stati, e lo sono ancora, il maggior freno alla piena realizzazione del processo unitario, persi nelle loro battaglie di posizione e nelle peggiori alchimie politiche.

Belli, molto belli, gli interventi dei quattro leader. Splendido quello di Nichi Vendola, speriamo che sia lui a guidare La Sinistra. Commovente (letteralmente) lo spirito indomito di Pietro Ingrao.

Mussi ha chiesto: “Travolgeteci!”. Ha ragione.

Dobbiamo essere noi a travolgere i nostri gruppi dirigenti. Solo dal basso possiamo scuotere situazioni sclerotizzate, annullare le vecchie ruggini, proporre, dialogare, unire.

Il territorio deve essere la sede in cui si definiscono i processi, i contenuti, persino i metodi ed i tempi del lavorare assieme. Roma dovrebbe, una volta tanto, lasciarsi davvero travolgere.

C’è tanto lavoro da fare e richiede impegno, passione, coraggio.

Magari tutto questo serve anche a farci dimenticare un brutto nome ed un pessimo simbolo.

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8 dicembre 2007

Si va

Categoria: La Sinistra Luca Ceccarelli @ 8:27

manifesto_assembleaSono in partenza per l’Assemblea, o gli Stati Generali della Sinistra, chiamatela come volete.

E’ un passaggio fondamentale per capire cosa vogliamo fare a Sinistra, dovremo essere tanti e portare passione ed entusiasmo.

Superando le nostre reticenze, le impennate di identitarismo, le perplessità sulla forma federativa e sul simbolo orrendo (per non parlare del nome…).

Quello che ci interessa davvero è l’unità della Sinistra. E questa ce l’abbiamo a portata di mano. Sembrava utopia sino a non molto tempo fa…

L’Assemblea dell’8 e 9 dicembre è stata convocata alla Nuova Fiera di
Roma facilmente raggiungibile sia dalla Stazione Termini che
dall’Aereoporto con il treno di collegamento Termini-Fiumicino
scendendo alla fermata di Parco Leonardo.

L’appuntamento è fissato per le ore 14.00 di sabato 8 dicembre e i
lavori si svolgeranno in 8 forum tematici:

1. Lavoro, economia, welfare

2. Libertà, diritti, laicità

3. Disarmo, cooperazione, Europa

4. Democrazia, rappresentanza, partecipazione, questione morale

5. Ambiente, clima, territorio

6. Conoscenza, innovazione, ricerca

7. Lotta alla mafia, criminalità, legalità

8. Migranti e cittadinanza

Ciascun forum sarà guidato da un uomo e una donna, dirigenti
politici, e introdotto da due intellettuali anch’essi un uomo e una
donna. Ovviamente nel corso della discussione di ciascun Forum vanno
previsti numerosi interventi non solo di compagne e compagni
interessati al tema ma anche di “nostri” intellettuali in grado di
“segnare” la discussione. Per questo è importante promuovere la
presenza a Roma di quanti, da associazioni, università, centri di
ricerca e di formazione si sono avvicinati a noi in questi mesi e con
noi hanno costruito una interlocuzione. Ovviamente vi preghiamo di
segnalarceli così da poterli inserire nelle scalette degli interventi.

Domenica 9 dicembre, dalle ore 9.30, l’Assemblea si svolgerà tutta
in plenaria e sarà idealmente divisa in due momenti. Una prima parte
nella quale interverranno “testimonial” qualificati e in qualche modo
interlocutori sui temi dei forum. Nella seconda parte, invece,
interverranno i quattro segretari dei movimenti politici. Verrà
assunta una “Carta di valori e di principi”, presentato il simbolo
unitario e lanciata una grande consultazione di massa sulle idee e
sui valori della Sinistra.

Tutte le informazioni aggiornate in tempo reale sul sito www.lassemblea.org dove verrà trasmesso in streaming l’evento.

L’Assemblea sarà trasmessa anche in diretta su EcoTV (canale 906 di Sky).

Una nota positiva di questo evento è anche l’organizzazione curata in gran parte da giovani: basti pensare che è prevista un’area con collegamento Wi-Fi pensata proprio per i blogger che volessero raccontare l’evento :-)

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6 dicembre 2007

Somewhere over the rainbow

Categoria: La Sinistra Luca Ceccarelli @ 15:59

E’ nata la federazione della Sinistra. E questa è la buona notizia.

L’hanno chiamata “La Sinistra, l’Arcobaleno”…nome debole (sarebbe stato decisamente meglio il semplice “La Sinistra”) e figlio del ricatto di Pecoraro Scanio.

Il simbolo, poi, è terribile. Prima ancora di entrare nel merito dei simboli e dei loro significati, la cosa che colpisce è la sua bruttezza.

Ma guardiamo i lati positivi: i quattro leader della Sinistra hanno, alla fine, stipulato il patto per la Federazione. E negli ultimi giorni questo era tutt’altro che scontato.

Si sono alzate molte critiche sul fatto che il simbolo e l’annuncio siano avvenuti prima degli Stati Generali dell’8 e 9 dicembre. Ed in effetti, ad una prima analisi, sembrano critiche fondate: se gli Stati Generali dovevano essere terreno di discussione e condivisione di alcune scelte, tra cui il simbolo, perchè accelerare così?

L’impressione è che si sia voluto chiudere subito, onde frenare le fughe in avanti di alcuni esponenti della Sinistra, in primis Diliberto seguito a ruota da Pecoraro Scanio. In quest’ottica si giustificherebbe anche l’orrendo “L’Arcobaleno” aggiunto al nome ed al simbolo.

Dobbiamo augurarci una partecipazione massiccia del popolo della Sinistra agli Stati Generali di Roma.

Se riusciremo a costruire una Sinistra unita, compatta, che sappia essere consistente e far valere il proprio peso nello scenario politico, sarà valsa la pena di accettare un simbolo così terrificante.

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