29 novembre 2007
Si sta delineando sempre più il quadro politico futuro. Infatti si avvicinano gli Stati Generali della Sinistra, l’8 e 9 dicembre, si muovono le acque a destra, si vocifera di una Cosa Bianca.
In questo quadro si va formando una Sinistra alternativa, espressione dei movimenti e non disponibile ad un’alleanza con il Partito Democratico.
“Dopo la Caporetto sul Welfare, che segue le già tante sconfitte maturate sulla guerra, l’ambiente, la politica fiscale ed economica, i diritti civili, la ‘Cosa Rossa’ si appresta a lanciare il proprio progetto con gli Stati Generali della Sinistra che si terranno a Roma l’8 e 9 dicembre. Noi non parteciperemo a questa assemblea ma, come deciso da diverso tempo, terremo, sempre a Roma (Auditorium di via Rieti) la Prima Conferenza nazionale di Sinistra Critica”. Lo annuncia il deputato Salvatore Cannavò.
“Sarà l’appuntamento conclusivo di un ciclo di conferenze locali che ha già visto oltre 70 assemblee che hanno eletto circa 220 delegati nazionali – spiega l’esponente di Sinistra critica -. Tra gli invitati ci saranno Giorgio Cremaschi, della Fiom-Cgil, Luca Casarini (Centri sociali Nordest), Piero Bernocchi (portavoce Cobas), Fabrizio Tommaselli (coordinatore del Sdl), Angelita Castellano della Mela di Eva, tra le promotrici della manifestazione di donne del 24 novembre. Dalla Francia, ci sarà anche Olivier Besancenot, portavoce della Lcr e tra i leader della protesta contro Sarkozy”.
“Obiettivo della Conferenza – conclude Cannavò -, lanciare una fase costituente per una Sinistra alternativa, a sinistra della ‘Cosa Rossa’ incentrata sulla costruzione dei movimenti di lotta, a partire dal No alla guerra e alla precarietà, e indisponibile ad alleanze con il Partito Democratico”.
Non sono d’accordo con l’impostazione di questa Sinistra, ma credo che sia importante dare voce a molte istanze che, sicuramente, devono siedere in Parlamento piuttosto che in piazza.
Ogni movimento è naturalmente “monco” e quasi impotente se non possiede una solida rappresentanza politica, l’unica in grado di incidere sui processi decisionali e legislativi.
Comunque in bocca al lupo, compagni. Peccato non incontrarvi l’8 e 9 dicembre.
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28 novembre 2007
Sono convocati a Milano per l’1 e il 2 dicembre gli stati generali della Sinistra lombarda in vista dell’appuntamento nazionale previsto a Roma il prossimo 8-9 dicembre.
“L’obiettivo – ha spiegato Giuseppe Foglia, capogruppo di Sinistra Democratica in Provincia a Milano – è quello di essere co-fondatori di una nuova sinistra che non sia solo la fusione di quattro partiti (Pdci, Rifondazione comunista, Verdi e Sinistra democratica) ma sia un elemento aggregante per associazioni ma anche singole persone che non si riconoscono più nella sinistra attuale e al voto preferiscono l’astensionismo”.
L’appuntamento di sabato e domenica prossima, cui prenderanno parte anche Fabio Mussi, ministro della Ricerca, Franco Giordano, segretario di Rifondazione Comunista e forse anche Alfonso Pecoraro Scanio, punta a stilare “una carta dei valori a partire dalla nostra realtà che ribadisca la centralità di lavoro, ambiente, integrazione multietnica e laicità dello Stato, temi che non sono al centro del programma del partito democratico”, ha spiegato Foglia. “Non si tratta – ha proseguito – di vetero-comunismo ma di individuazione di un ruolo chiaro della sinistra”.
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27 novembre 2007
“il manifesto” è sicuramente una delle voci libere di questo Paese.
Come tutte le voci libere, merita rispetto ed ammirazione. Ora questa voce libera è a rischio e non è la prima volta.
Pubblico l’appello di Valentino Parlato per la campagna abbonamento de “il manifesto”. Se questa campagna di abbonamenti avesse successo (mancano circa 2000 abbonati), il giornale potrebbe assicurarsi la sopravvivenza.
Cari lettori,
siamo a una nuova crisi del manifesto. Crisi di soldi: non ci paghiamo gli stipendi da più di cinque mesi e c’è tensione pericolosa con tipografie, cartai, trasportatori, etc. Crisi di soldi, ma anche – va detto – crisi politica: se le nostre vendite calano significa che siamo poco interessanti. Certo ci sono le difficoltà della carta stampata, certo le sinistre, in tutta Europa, non stanno tanto bene, ma evidentemente c’è anche una difficoltà, un disorientamento, forse, di questo nostro giornale assolutamente indipendente: senza padroni e senza editori o partiti alle spalle. Stiamo discutendo perciò in questi giorni sul senso politico del manifesto, su come cambiare anche il suo modo di comunicare con il lettore. Pensiamo a un prodotto editoriale diverso nella forma e nel linguaggio. Di questa nostra appassionata discussione e dell’ennesima crisi vi informeremo meglio. Intanto abbiamo deciso di portare il prezzo del quotidiano a 1,20 euro e il prezzo dei supplementi a 2,50 euro e, dal prossimo anno aumenteremo anche il prezzo degli abbonamenti. Ma da subito vi chiediamo un aiuto concreto e anche ideale: abbonatevi. Abbonandovi scommettete sulla nostra sopravvivenza e ci date un aiuto immediato di soldi, oltre che di fiducia. Noi, collettivo, piuttosto travagliato, del manifesto, faremo di tutto per migliorare il prodotto, avere più ascolto. Fino al 31 dicembre di quest’anno il prezzo dell’abbonamento resterà immutato (200 euro quello ordinario e 500 quello sostenitore) mentre – come ho scritto – aumenterà il prezzo del quotidiano in edicola. Insomma, abbonandovi spenderete di meno che comprando il giornale in edicola e ci darete un aiuto forte e immediato, quasi una medicina di emergenza per i malati gravi. Ora siamo sopra i 4.000 abbonamenti, se potessimo arrivare a quota 6.000 sarebbe un gran risultato, salvifico direi. Però, aggiungo, accompagnate l’abbonamento con critiche, anche cattive, e suggerimenti, vogliamo sapere da voi come vi immaginate un grande giornale della sinistra. Ma, comunque, abbonatevi subito. È da 36 anni che siamo qui a chiedere il vostro sostegno, aspettiamo le vostre risposte.
Per avere tutti i dettagli sulle tipologie di abbonamento e naturalmente su come abbonarsi, potete cliccare qui
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26 novembre 2007
Quando sento parlare Rosy Bindi riconosco la democristiana di sinistra. Non mi sembrano parole della Sinistra, ma quelle di una corrente della DC ben definita.
Non riesco ad immaginare, però, una collocazione per Uòlter, ormai proteso incessantemente verso destra.
Al punto che la Bindi lo ha nettamente scavalcato a sinistra. Mentre Uòlter cerca lo slancio neocentrista, un sistema elettorale che rompa il bipolarismo e crei le condizioni per una nuova Grande Coalizione, la Bindi esprime concetti sicuramente più “amici”:
sulla nuova legge “andando avanti così riuscirà pure ad avere il via libera di Berlusconi, ma magari io poi la riforma non gliela voterò”.
con il ‘veltronellum’ “i cittadini non scelgono le alleanza e i governi, ma lasciano il segretario del maggior partito, cioè il Pd, libero di decidere poi con chi allearsi per governare”: al contrario “dobbiamo avere la forza di scegliere una legge elettorale che restituisca al Paese un bipolarismo maturo” e non “una politica delle mani libere nella quale a decidere non sono gli elettori”. Quindi “occorre una cosa sola: il maggioritario. Anche perchè il veltronellum non ferma il referendum”.
Siamo al paradosso. Una democristiana che bacchetta un ex-PCI che vuole la “politica delle mani libere”. Clamoroso.
Ma non è finita:
Sulle future alleanza, poi, Bindi aupica “un Pd davvero di centrosinistra, che renda inconsistente la Cosa Bianca e che lavori per una Cosa Rossa davvero democratica, con la quale allearsi.
Cioè, salviamo il centrosinistra!
Quello che dovrebbe essere il baluardo degli ex-DS, insomma. E invece dobbiamo augurarci che se ne ricordi qualcuno della Margherita.
Uòlter, pensa a tutto questo e magari concediti cinque minuti di vergogna.
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25 novembre 2007
Venerdì 23 sono stato eletto Coordinatore provinciale di Sinistra Democratica a Grosseto.
Perchè lo sto scrivendo? Per onestà, rispetto e correttezza nei confronti di chi legge questo blog.
Naturalmente questo incarico non cambierà una virgola: quando ci sarà da criticare l’operato di SD (come è successo, ad esempio, per il 20 ottobre), lo farò senza remora alcuna.
Lavorerò, come sempre, affinchè l’unità della Sinistra sia raggiunta nel minor tempo e con la maggior coesione possibile.
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Umberto Eco ha rilasciato un’interessante intervista al New York Times Magazine.
Tra l’altro ha parlato del berlusconismo che, come dice Travaglio, è più pericoloso dello stesso Berlusconi.
Dal 1994 al 1995 e dal 2001 al 2006 Berlusconi è stato al tempo stesso l’uomo più ricco d’Italia, il presidente del Consiglio e il proprietario di tre reti televisive, avendo inoltre sotto il suo controllo le tre emittenti di Stato. È un fenomeno che potrebbe accadere e forse è già in atto in altri Paesi, in base allo stesso meccanismo
Il populismo mediatico consiste nel rivolgersi direttamente al popolo attraverso i media. Un politico che ha in mano i media può orientare il corso della politica al di fuori del Parlamento, e persino eliminare la mediazione parlamentare
Se all’estero c’è tanto interesse per il caso italiano, è anche perché durante lo scorso secolo l’Italia è stata un laboratorio. A incominciare dai futuristi, che hanno lanciato il loro manifesto nel 1909, per passare al fascismo, sperimentato nel laboratorio italiano e migrato poi in Spagna, nei Balcani e in Germania.
Prodi è un amico. Io lo apprezzo, ma penso che sia stato sopraffatto dai contrasti sorti all’interno della sua stessa maggioranza dopo la sua elezione. Berlusconi ha il vantaggio di essere un grosso attore. Prodi non è un attore; e questo non è un delitto, ma una debolezza. [...]è stato docente di economia, e all’inizio degli anni 90 ha anche insegnato nell’ambito di uno dei miei programmi. Poi, all’improvviso, ha deciso di dedicarsi alla politica.
Il rischio dell’espandersi di questo modello è sotto gli occhi di tutti.
L’intreccio perverso di potere politico, mediatico ed imprenditoriale produce mostri e cancella le regole dell’equilibrio democratico, quando non la stessa Carta costituzionale.
Bisogna impedire che questo accada, porre delle barriere e salvaguardare quel complesso sistema di contrappesi che è garanzia di democrazia compiuta.
Il confine tra democrazia e dittatura, infatti, è molto labile ed è sin troppo semplice varcarlo.
Chi volesse leggere l’intervista originale la trova qui
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22 novembre 2007
Come si fa a prendere voti, a valorizzare la propria “vocazione maggioritaria”? Ma è facile, si imbroglia con un meccanismo perverso.
”Dopo le leggi ‘ad personam’ ora le leggi ‘ad partitum’: è positiva l’apertura di Veltroni sul sistema tedesco, ma appare invece singolare e non condivisibile la sua idea di ‘correttivi’ a questo sistema per rafforzare i partiti maggiori”. Lo dichiara in una nota Cesare Salvi, presidente dei senatori di Sinistra Democratica.
“Veltroni dice esplicitamente – aggiunge – che in Germania i partiti maggiori hanno il 35 per cento e che lo stesso risultato va realizzato in Italia attraverso una manipolazione delle regole elettorali. E’ evidente che pesano i sondaggi che danno il Partito Democratico a fatica intorno al 28 per cento”.
“Ma è bizzarra l’idea – conclude Salvi – che il 7 per cento che manca al Pd debba venire non dal consenso dei cittadini, ma da marchingegni elettorali. Questo, per usare l’eufemismo del prof. Sartori, presuppone una disponibilità degli italiani ad accettare furbate”.
Intanto è stato presentato il simbolo del PD. Un simbolo scialbo, pubblicitario, forse ancor più di quello di Forza Italia. Senz’anima.
Entusiasta Livia Turco:
Un simbolo nuovo, molto bello, che mi fa sentire a casa per molte ragioni insieme”.
“C’è il bianco, rosso e verde della nostra bandiera italiana. C’è l’ulivo che è stato ed è il simbolo del nostro percorso verso il Partito Democratico e c’è il rosso dove ritrovo tutte le mie radici e la mia storia di persona di sinistra”.
Una sconvolgente serie di banalità, intervallate da atrocità.
Pare che Livia abbia alla fine aggiunto: “Mamma, palla, pappa”.
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21 novembre 2007
Una riforma elettorale alla tedesca e l’unità della sinistra. Questa la “strada maestra” secondo Cesare Salvi, capogruppo di Sd al Senato, che critica eventuali “trattative private” tra i partiti più grandi.
“In un momento così delicato per gli assetti futuri della nostra democrazia è indispensabile che tutte le forze agiscano di concerto, senza trattative ‘private’ tra quelli che si delineano sulla carta come i partiti maggiori”.
“I partiti devono tornare ad essere al centro della vita politica e democratica: concordo con il presidente Bertinotti, e condivido anche la proposta di una riforma elettorale ispirata al modello tedesco, che del resto ho tradotto in proposta di legge nella precedente come in questa legislatura. La vera novità per uscire dalla crisi, però, deve essere rappresentata da partiti fortemente rinnovati, aperti e con vera democrazia interna. Decisiva è quindi la sfida del partito unitario della sinistra. Di questo stiamo discutendo all’interno delle forze della sinistra, per trovare al più presto una posizione comune sulle riforme costituzionali e sulla legge elettorale e per proporre – nel momento in cui Berlusconi sentenzia la fine del bipolarismo – un grande progetto per il rinnovamento del Paese”.
In tutto questo tourbillon di sistemi elettorali, europei e non, di annunci ad effetto, di raccolte di firme e primarie con fiumi di votanti, ci si dimentica di quanto sia importante la politica vera.
Quella, cioè, in cui i partiti sono organizzati e non “liquidi”, quelli in cui c’è contemporaneamente una struttura e la democrazia interna. A differenza di chi vorrebbe un “partito del leader”, che sguinzaglia i suoi fedelissimi a tutti i livelli di dirigenza.
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20 novembre 2007
Ormai è una rincorsa.
Silvio imita Uòlter che imita Silvio.
Ma ancora non era accaduto che Uòlter, non contento di imitare Silvio, si mettesse ad imitare la Brambilla.
Ora anche questo sogno è realtà:
Tra dicembre e gennaio lavoreremo per costruire 8mila circoli del Pd in tutta Italia, per portare il partito nei luoghi dove c’è la gente e al tempo stesso il coinvolgimento sarà fatto con modi nuovi”. Lo ha annunciato il segretario del Pd, Walter Veltroni, lasciando la riunione con i segretari regionali.
8000 che???? Circoli? Pure i nomi copia, il caro Uòlter.
Qualcuno potrebbe obiettare che anche quelli della Margherita si chiamano circoli, ma sarebbe un’aggravante. Chissà cosa ne penserebbero i DS….
Ma non è finita:
I circoli avranno caratteristiche e collocazione diverse rispetto alle sedi tradizionali dei partiti e, a quanto si apprende, affiancheranno mezzi nuovi di coinvolgimento come internet e le nuove tecnologie.
Proprio come fa Silvio: si propone a fasi alterne come campione della politica e dell’antipolitica.
A questo punto, guai giudiziari a parte, chi sa distinguere tra Uòlter e Silvio (con annessa Brambilla)?
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19 novembre 2007
L’899 è un cosiddetto “servizio a valore aggiunto”. Una definizione gentile per “succhiasoldi”.
Di solito è popolato di maghi, cartomanti e soprattutto servizi erotici. Il tutto a prezzi esorbitanti.
Ah, è anche la meta dei “dialer”, quei programmi che si installano da soli, modificano la vostra connessione Internet e vi gonfiano la bolletta.
Da oggi anche Forza Italia fa parte di questa schiera di gentiluomini.
Sul sito di Forza Italia è presentato con grande rilievo questo servizio “per chiedere nuove elezioni”.
Se chiami da cellulare, tramite il numero 899, ti costa solo 1,88 Euro al minuto, IVA compresa. E questo include un contributo di 50 centesimi a Forza Italia!
Un vero affare, insomma. Per Forza Italia e la Telecom, ovviamente.
A quando un servizio di “scarica le foto di Silvio nudo” per 3 Euro ognuna? come uno sfondo sui vari servizi per adolescenti.
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