23 ottobre 2007

Il PD indebolisce Prodi. E forse lo farà cadere

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Categoria: Partito Democratico Luca Ceccarelli @ 15:40

Per ragioni diverse, due posizioni di oggi dimostrano come la svolta centrista che ha portato alla formazione del PD hanno minato alla base la sopravvivenza del Governo.

Sentiamo cosa dice Dini:

Se il Governo cadesse non sarebbe un dramma. D’altronde, i rischi ci sono, e molti: da una manovra finanziaria “oggettivamente deludente” al protocollo sul welfare, passando per il referendum elettorale, sono diversi i campi su cui Prodi corre “seri rischi”. In un’intervista a ‘il Giornale’, Lamberto Dini, senatore ulivista e promotore dei Liberaldemocratici, analizza impietoso lo stato di salute dell’esecutivo, ipotizzando anche che si arrivi all’esercizio provvisorio, dopo un’eventuale debacle sulla Finanziaria.

[...]

spiega come la nascita del Pd abbia fatto venir meno “il cosiddetto vincolo elettorale” e “la disciplina di gruppo.

Chiaro no? Alla faccia delle panzane che ci vuole rifilare Uòlter ed ai sorrisi obtorto collo di Prodi, la realtà è che si cominciano a vedere i risultati del terremoto politico che la nascita del PD ha causato.

Non si tratta quindi, della salutare scossa che, in maniera più che ottimistica, i promotori del Partito Democratico annunciavano. No, si tratta di far tremare la terra sotto ai piedi ad un Governo già malfermo sulle proprie gambe.

Ma c’è di più: anche Di Pietro ha di che lagnarsi:

“Il governo può cadere perché in tema di politica giudiziaria ha mostrato continuità con il centrodestra. Io sto chiedendo che nell’ambito della giustizia si volti pagina”.

Ecco il secondo punto che contestiamo al PD. La continuità con la politica del centrodestra.

Il programma con cui l’Unione ha chiesto i voti agli Italiani era ben diverso. Gli elettori hanno premiato il centrosinistra proprio in virtù di un programma che prometteva una netta discontinuità.

Sarebbe ora che di questa discontinuità si vedessero i segnali.


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5 commenti »

  1. che cada questo governo è sicuro.
    Come farebbero, in caso contrario, a trovare lavoro ai vari Fassino, Rutelli e compagnia bella rimasta senza il bastone del potere?
    Più difficile che si vada ad elezioni anticipate.
    In ogni caso la bomba PD sta per far danni più in casa propria che altrui.
    Che lungimiranza i nostri politici!
    Massimo
    Massimo

    Commento di massimo ceciarini — 23 ottobre 2007 @ 17:18

  2. Dini è solo un DEMOCRISTIANO!
    CMQ. bel sito…penso che in un momento di unità a sinistra anche i blog sinistroidi dovrebbero dare un cenno.
    Io ti linko…facciamo uno scambio?

    Commento di peppe — 23 ottobre 2007 @ 17:25

  3. Sono d’accordo…il governo cadrà presto perché bisogna mettere da parte Prodi e sistemare Veltroni…sarebbe incredibile che per più di 3 anni il partito maggiore di governo abbia un segretario diverso dal pres. del consiglio…ciauu

    Commento di la giustiziera della notte — 23 ottobre 2007 @ 18:35

  4. Ma basta non vi basta a voi della sinistra radicale aver mentito sui numeri della manifestazione del 20/10?
    Forse la passione politica non permette di ricordare quel poco di aritmetica studiata (forse?) o è un altro segno della decadenza della scuola italiana dopo il 1968. Io sono felice che la manifestazione di sabato 20 ottobre sia riuscita, (che sarebbe stata tranquilla non ne avevo dubbi), ed auspico la formazione di un partito della sinistra antagonista che riassorba le troppe anime del post comunismo. Però da quanto ho già potuto leggere in alcuni blog non mi pare sia l’aria. Qualcuno mi rimprovera di essere “professore” d’italiano ed allora stavolta lo farò per la matematica: un milione di persone sono tante, è indubbio, ma sono sempre solo e soltanto un quinto dei cinque milioni di lavoratori che hanno approvato l’accordo sul welfare siglato dai sindacati e dalle altre forze sociali. Se l’ottanta per cento ha votato sì, sono quattro milioni ad uno e mi pare che in democrazia vince la maggioranza. A meno che non vi sia ancora una concezione giacobina e leninista del partito per cui il milione non è altro che “l’avanguardia di classe” che dovrà fare la rivoluzione. Se così fosse le speranze di tante persone saranno ancora una volta disilluse… il leninismo aveva in nuce lo stalinismo proprio perché concezione elitaria della lotta politica, ben lo sapeva Trotskij che non era un bolscevico e ben lo sapeva Rosa Luxemburg che non era affatto d’accordo con le concezioni del partito di Lenin. Ricordo anche che né Marx, né Engels hanno mai voluto indicare quale forma dovesse assumere il partito dei lavoratori, lasciato alla volontà delle persone che vi avrebbero aderito. Fu Lenin che impose la forma autoritaria del partito bolscevico alla Terza Internazionale, forma che è stata ampiamente sconfitta dalla Storia. Allora, cari compagni, ripassate l’aritmetica (serve pure per contare quanti senatori in più ha la maggioranza di centro sinistra!), ma ripassate pure un poco di marxismo.

    Ed ora basta rendetevi conto che l’Ulivo e’ passato oggi c’e il Partito Democratico di Walter Veltroni e che a partiti come Rifondazione il PD puo’ dire “Io so io e voi nun sete un ca…”

    Saluti
    Spartacus Quirinus

    E quando vuoi parlare SERIAMENTE di politica vieni a visitare il mio blog
    http://spartacusquirinus.iobloggo.com/

    Commento di Spartacus Quirinus — 23 ottobre 2007 @ 18:43

  5. Anche la faccenda di Mastella e de Magistris potrebbe entrarci…Per questa brutta storia a mio avviso ci possono essere tre alternative: prima, che ci sia dietro il Piddì, intenzionato a dare l’impressione all’elettorato che l’Unione sia solo un gruppo di faccendieri corrotti impegnati in tutto fuorchè a fare l’interesse del Paese, per farlo appunto cadere…seconda, che forse davvero Mastella abbia combinato dei reati gravi e sia corso a tappare la bocca al Pm di Catanzaro per salvare il c…a sè e Prodi, oppure, come terza ipotesi, che dietro ci sia il Cavaliere…mah

    Commento di Carla — 23 ottobre 2007 @ 20:15

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