31 ottobre 2007

Due buone notizie dal fronte PD

Categoria: Partito Democratico Luca Ceccarelli @ 20:50

Oggi sono piacevolmente sorpreso. Il PD ha fatto due cose buone in un solo giorno

La prima, una convinta presa di posizione a favore della Commissione sul G8 di Genova, recentemente bocciato in commissione perchè Udeur e Idv hanno votato con l’opposizione.

Ecco Uòlter:

“Cara Marta, ieri, interpretando i sentimenti della tua città, hai detto che Genova sta vivendo la battuta d’arresto subita dalla Commissione d’inchiesta sui fatti del G8 con profondissima delusione, come un’offesa, con il dolore che viene da ferite profonde che non si sono ancora rimarginate. Hai perfettamente ragione, ed io da Sindaco sento il bisogno di esprimere innanzitutto la mia solidarietà a te e, attraverso te, alla tua città, a tutti i genovesi”

“nessuno di loro, nessuno di noi, può dimenticare quei giorni”.

“Furono un incubo”, ricorda Veltroni citando gli scontri tra manifestanti e polizia, i ragazzi picchiati, la città devastata da bande di black block. Ci furono “luoghi di Genova strappati alla vostra serena consuetudine e consegnati alle cronache di tutto il mondo con immagini di violenza e purtroppo anche di morte, di una giovane vita spezzata: la scuola Diaz, la caserma di Bolzaneto, piazza Alimonda e Carlo Giuliani. Sono passati sei anni, ma sono davvero ferite non ancora rimarginate”.

“Ferite private, dolorosamente personali – prosegue Veltroni – per le quali serviranno il tempo e la fatica di un percorso necessariamente individuale. Ferite più ampie, pubbliche e collettive, per le quali non c’è che una cura: l’accertamento della verità, di tutta la verità su quanto accadde in quei giorni”.

Gli fa eco Franceschini (!!!):

“La verità – dice Franceschini – non è né di destra né di sinistra e soprattutto non è contro nessuno. Il voto in commissione Affari costituzionali non preclude la possibilità di far proseguire l’iter del provvedimento”.

“Peraltro – aggiunge – si tratta di un impegno scritto in modo inequivocabile a pagina 77 del programma dell’Unione. Per questo, il gruppo del Partito Democratico – L’Ulivo è pronto a portare il tema della commissione di inchiesta sui fatti del G8 di Genova in aula”.

Il PD che si schiera in aperta contrapposizione con i centristi?

Addirittura citando il RISPETTO del Programma elettorale?

Mi sembra troppo bello per essere vero….

A mettere la ciliegina sulla torta, ecco la seconda cosa buona.

A differenza di ciò che è accaduto (scandaloso) sulle nomine dei coordinatori provinciali, i segretari comunali saranno eletti di nuovo con le primarie.

Saranno delle primarie-farsa sul modello di quelle che hanno eletto Uòlter? Probabile, anzi molto probabile.

Ma ogni volta che si assiste ad un massiccio esercizio di partecipazione popolare bisogna quanto meno essere rispettosi.

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30 ottobre 2007

Finalmente una cosa sensata da questo Governo…

Categoria: La Sinistra, Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo Luca Ceccarelli @ 22:57

Intesa unanime in commissione Bilancio del Senato sul nodo del taglio dei ministri che entrera’ in vigore con il prossimo governo. Il relatore Giovanni Legnini ha riferito che ’si e’ raggiunta un’intesa per ripristinare la legge Bassanini che prevede dodici ministri’. ‘In piu’ – ha spiegato – abbiamo previsto un tetto massimo di sessanta membri del governo tra ministri, vice ministri e sottosegretari. La norma entrera’ in vigore con il prossimo governo’.

E proprio in quest’ultima frase sta l’insoddisfazione, ciò che ci lascia l’amaro in bocca.

Cesare Salvi evidentemente è dello stesso avviso:

”E’ importante che il governo e la maggioranza abbiano condiviso la nostra proposta. Oggi – ha aggiunto Salvi – consegnamo a Prodi uno strumento che mi auguro voglia utilizzare dopo la finanziaria per il rilancio del governo”. Salvi ha precisato di non parlare di ”rimpasto”. Cio’ che auspica e’ ”un nuovo governo, presieduto da Prodi, con una notevole presenza femminile che rilanci l’azione di governo. E’ la risposta a chi invoca la spallata e ai serpenti di mare e il primo colpo contro la casta”.

Un altro punto a favore di Salvi, che in questi mesi si è particolarmente distinto nella battaglia per la riduzione dei costi della politica.

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29 ottobre 2007

Ci mancava solo Boselli….

Categoria: Gli altri Luca Ceccarelli @ 17:42

Visto che la situazione del Governo è fin troppo stabile, ci voleva qualcun altro che sparasse nel mucchio. Senza averne peraltro diritto, vista la modestissima rappresentanza in Parlamento e nel Paese.

Sto parlando, naturalmente, di Boselli.

Prodi deve fermare il gioco al massacro e verificare la possibilità di continuare con un nuovo programma e un nuovo governo o in caso contrario è meglio andare alle elezioni anticipate.

Il centrosinistra – osserva – va a fondo se Prodi resta fermo e non prende l’iniziativa in una situazione che si fa di giorno in giorno più caotica. Non c’è solo la campagna acquisti di Berlusconi ma anche le tensioni nella maggioranza dove ormai il Partito democratico ritiene che l’attuale governo sia una sorta di vuoto a perdere e che convenga puntare tutte le carte su Veltroni mentre l’estrema sinistra scende in piazza cercando di frenare quel tanto di riformismo che pure viene portato avanti.

Non esiste solo una situazione di confusione politica ma anche un diffuso disagio sociale, a cominciare dalla precarietà del lavoro giovanile.

Solo contro tutti, l’eroico Enrico. Spara sulla Sinistra e poi si scaglia contro il precariato, spara sul Governo e difende i cosiddetti “riformisti”.

Che ne dite? Secondo me sta cercando semplicemente un posto al sole…

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28 ottobre 2007

Heil Veltroni

Categoria: Partito Democratico Luca Ceccarelli @ 15:46

E finalmente è arrivato il giorno dell’Assemblea Costituente del PD. Ed i sogni di molti si sono rapidamente infranti.

Uòlter è partito, come suo solito ed a favore di telecamera, ecumenico, sorridente, buonista e pure un po’ piacione.

Poi, sul finire, con la platea semidormiente, il colpo di mano. In due parti.

La prima: Niente primarie per i coordinatori provinciali, che saranno designati dai “parlamentini” regionali, a loro volta nominati con le primarie del 14 ottobre e le liste bloccate. Alla faccia di quei tre milioni e passa di italiani che chiedevano partecipazione, anche e soprattutto in ambito locale.

La seconda: Le nomine dei componenti le commissioni del PD, calati dall’alto e senza consultazione alcuna, fatte apposta per dare un “posto” ai vecchi tromboni, in primis De Mita.

Operazioni sfacciate, al punto che

La nomina di Ciriaco de Mita nella commissione statuto del Partito Democratico ha suscitato qualche malumore tra i costituenti del Pd. Quando la presidente del comitato elettorale Anna Finocchiaro ha pronunciato il suo nome dalla platea si e’ levato qualche fischio.

Proteste di Bindi e Parisi. Ma alla fine, prevale l’unanimismo. Tutti a testa bassa e via.

Certo il ‘documento’ Veltroni lo votano tutti ma i delegati che lasciano la nuova Fiera di Milano non nascondono che loro non sapevano che sarebbe andata così e si aspettavano di essere chiamati oggi a discutere, appunto, su come comporre le commissioni e nominare i dirigenti sul territorio di un partito che ha deciso di dotarsi di una struttura federale e che dunque sono destinati a contare molto.

“Chi ha deciso come organizzare il nostro lavoro e distribuirci?”, e “perché non abbiamo potuto confrontarci su come eleggere i dirigenti locali?”, sono le domande al centro di moltissimi capannelli e pour parler fra i delegati a Milano. Forse oggi si è avuta la prima dimostrazione della “democrazia che decide” di cui Veltroni ha fatto un caposaldo della missione del nuovo partito e su cui ha insistito più volte nella sua prima relazione da segretario. La platea, però, evidentemente non era troppo preparata.

Infine, il decisionismo di Uòlter tocca un’altra vetta. In sintesi, dice lui, o si fa come si dice noi, o ciccia.

Se il Pd se riuscirà ad ottenere su questo programma di innovazione il consenso di altre forze bene, altrimenti andrà da solo e continuerà a coltivare la sua ambizione maggioritaria.

Eh sì, questa sì che è nuova politica (o “bella politica”, per dirla con Uòlter).

Direi che chi ha parlato di “berlusconizzazione della sinistra” ha centrato quasi esattamente il bersaglio. Ma è stato ottimista, perchè nel PD la sola parola “sinistra” è considerata alla stregua di un’offesa.

Al punto che il glorioso rosso è stato sostituito con il leghista verde. Viva Uòlter Bossi!

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25 ottobre 2007

Conta più Mastella di un milione di persone

Categoria: Gli altri, La Sinistra Luca Ceccarelli @ 20:08

Succede di tutto in Parlamento, in questi giorni. Tutti contro tutti? Macchè. C’è un gran movimento al centro, piuttosto.

Non si capisce più a che gioco vogliono giocare Mastella e Di Pietro, che ogni giorno non solo ricattano, ma mettono in minoranza il Governo nelle votazioni.

Chiaro che la Sinistra ne chieda conto.

Bonelli (Verdi):

“Ci spiace constatare – sibila – che in questo momento Di Pietro è un grande alleato dell’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi”

Giordano (PRC):

Nel giro di qualche giorno Di Pietro è riuscito a votare insieme all’Udeur e alle destre contro il Cda della Rai, a riproporre lo stesso piano infrastrutturale di Berlusconi e adesso a rimettere su un carrozzone come quello del ponte sullo stretto, servito solo a drenare risorse che invece potrebbero essere utilizzate per i trasporti pubblici in tutta Italia, meno male che è l’uomo nuovo… e se fosse stato in continuità con il vecchio che cosa avrebbe fatto Di Pietro?

Diliberto (PDCI):

sottolinea lo “sgambetto al governo dal centro” ricordando “l’astensione, che al Senato vale come voto contrario, di Lamberto Dini e del diniano Natale D’Amico, mentre il ministro Clemente Mastella, fino a poco prima in Aula, non ha partecipato alla votazione”. La lezione della giornata di oggi, per Diliberto, dovrebbe essere recepita innanzitutto dal premier: “Prodi prenda atto che i veri problemi stannoal centro, mentre dal milione del 20 ottobre arriva una spinta positiva, che può rafforzare il governo, a patto che sappia ascoltare quella straordinaria manifestazione di popolo”.

Ma il più significativo è un anonimo dirigente di Rifondazione:

Gli abbiamo portato un milione di persone in piazza – sbotta un dirigente di Rifondazione – non a dirgli vai via, ma vai avanti, migliora le cose, fai qualche cambiamento, e Prodi come reagisce? ‘Lo sapevo già’. A noi sempre schiaffoni. E invece a Mastella cosa ha detto? Fiducia. Ma vaff…

Già. Fiducia a Mastella (!!!!). Sentite Damiano:

Continuo ad essere fiducioso, sono ottimista di natura, ha dichiarato in merito alla possibile crisi del governo Prodi – naturalmente, ogni giorno ha la sua pena. Mi fido delle parole di Mastella, che ha buon fiuto politico e che ha detto: ‘mangeremo il panettone a Natale’. Io – ha concluco Damiano – mi sono preparato per farlo.

Insomma, Mastella vuol dire fiducia. Alla faccia di quel milione di persone che hanno voluto sostenere Prodi ed il suo programma di Governo.

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24 ottobre 2007

Sinistra, il 9 dicembre nasce la Federazione

Categoria: La Sinistra Luca Ceccarelli @ 18:51

Ecco gli effetti della manifestazione del 20 ottobre.

Finalmente la Sinistra si dà tempi precisi!

Si inizia il 10 novembre a Roma, quando le quattro forze della Sinistra si ritroveranno a Roma, in piazza Farnese, per ricordare i vent’anni della vittoriosa battaglia referendaria. Si prosegue l’8 e il 9 dicembre, date di una comune assemblea dei delegati di Prc, Pdci, Verdi e Sinistra democratica. Le due giornate serviranno a precisare i punti programmatici sui quali la Sinistra intende caratterizzarsi. Sara’ pure l’occasione per battezzare la nascita ufficiale della Federazione unitaria della sinistra, primo passo di un possibile soggetto politico unico.

Per quella data verrà anche approntato un documento programmatico, da approvare proprio nell’occasione.

Dice Mussi:

”Dobbiamo raccogliere la domanda che ci viene rivolta da vasti settori della societa’ italiana. Dopo l’assemblea, promuoveremo una grande consultazione popolare su idee, proposte e programmi che possono caratterizzare la nostra azione”.

Questo è il punto fondamentale. Le formule con cui ottenere l’unità, le alchimie politiche, poco ci interessano. La parte fondamentale è una

consultazione sulle idee e non sulle persone, il contrario di quello che ha fatto il Partito democratico.

E’ inutile, infatti, tirar fuori dalle proprie case milioni di persone se non hai uno straccio di idea da proporre.

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23 ottobre 2007

Il PD indebolisce Prodi. E forse lo farà cadere

Categoria: Partito Democratico Luca Ceccarelli @ 15:40

Per ragioni diverse, due posizioni di oggi dimostrano come la svolta centrista che ha portato alla formazione del PD hanno minato alla base la sopravvivenza del Governo.

Sentiamo cosa dice Dini:

Se il Governo cadesse non sarebbe un dramma. D’altronde, i rischi ci sono, e molti: da una manovra finanziaria “oggettivamente deludente” al protocollo sul welfare, passando per il referendum elettorale, sono diversi i campi su cui Prodi corre “seri rischi”. In un’intervista a ‘il Giornale’, Lamberto Dini, senatore ulivista e promotore dei Liberaldemocratici, analizza impietoso lo stato di salute dell’esecutivo, ipotizzando anche che si arrivi all’esercizio provvisorio, dopo un’eventuale debacle sulla Finanziaria.

[...]

spiega come la nascita del Pd abbia fatto venir meno “il cosiddetto vincolo elettorale” e “la disciplina di gruppo.

Chiaro no? Alla faccia delle panzane che ci vuole rifilare Uòlter ed ai sorrisi obtorto collo di Prodi, la realtà è che si cominciano a vedere i risultati del terremoto politico che la nascita del PD ha causato.

Non si tratta quindi, della salutare scossa che, in maniera più che ottimistica, i promotori del Partito Democratico annunciavano. No, si tratta di far tremare la terra sotto ai piedi ad un Governo già malfermo sulle proprie gambe.

Ma c’è di più: anche Di Pietro ha di che lagnarsi:

“Il governo può cadere perché in tema di politica giudiziaria ha mostrato continuità con il centrodestra. Io sto chiedendo che nell’ambito della giustizia si volti pagina”.

Ecco il secondo punto che contestiamo al PD. La continuità con la politica del centrodestra.

Il programma con cui l’Unione ha chiesto i voti agli Italiani era ben diverso. Gli elettori hanno premiato il centrosinistra proprio in virtù di un programma che prometteva una netta discontinuità.

Sarebbe ora che di questa discontinuità si vedessero i segnali.

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22 ottobre 2007

Salvi e Travaglio al fianco di De Magistris

Categoria: Gli altri, La Sinistra Luca Ceccarelli @ 19:40

Al magistrato De Magistris arrivano due importanti attestati di solidarietà, due atti concreti a sostegno di chi si trova schiacciato dall’arroganza della politica contro gli altri poteri.

Il primo è quello di Cesare Salvi (SD):

Il giudizio è netto: “Stiamo assistendo a uno spettacolo penoso”. Non ha dubbi Cesare Salvi, Sinistra Democratica, sul dossier Mastella-Pm Catanzaro. Una questione che “sta mettendo in grave difficoltà il governo. “Bisogna restituire l’inchiesta al pubblico ministero Luigi De Magistris – sottolinea Salvi in una intervista al ‘Corriere della Sera’ – è l’unico modo per eliminare ogni ombra di dubbio sulla sua ipotesi accusatoria”.

Per l’esponente della Sd, è “arrivato il momento che il premier Prodi si occupi di quanto sta accadendo e che il Consiglio superiore della magistratura – conclude – prenda con urgenza le decisioni che gli competono”.

C’è effettivamente bisogno che la politica dia un segnale di trasparenza, di disponibilità nei confronti del potere giudiziario. Troppe volte si assiste ad episodi che lasciano non solo l’amaro in bocca, ma anche il sospetto che la politica sia “opaca”, con tutto quel che ne consegue.

Travaglio ha scritto una lettera a Beppe Grillo, chiara ed esauriente come sempre. La riporto integralmente.

Caro Beppe,
due settimane fa, ad Annozero, avevo evocato Licio Gelli e il Piano di rinascita della P2 e me ne hanno dette di tutti i colori. In realtà, ero stato troppo ottimista. Ormai siamo oltre Gelli, oltre la P2. Siamo al golpe politico-giudiziario.
Per una volta, inseguire gli aspetti tecnico-giuridici della decisione del Procuratore generale di Catanzaro di strappare di mano l’inchiesta “Why Not” su Prodi, Mastella & C. al titolare, cioè al pm Luigi De Magistris, è inutile e fuorviante. Meglio andare subito alla sostanza, che è questa: il magistrato che aveva raccolto elementi sufficienti per indagare Mastella per abuso, truffa e finanziamento illecito, cioè riteneva di aver trovato i soldi, non potrà portare a termine la sua indagine, ormai in dirittura d’arrivo. Il fascicolo passerà a un altro magistrato, che impiegherà mesi per studiarsi tutti gli atti. E, se non vorrà fare la fine di De Magistris – attaccato da destra e da sinistra, difeso da nessuno, ispezionato per mesi e mesi, trascinato dinanzi al Csm, proposto per il trasferimento immediato e infine espropriato del suo lavoro – ascolterà l’amorevole consiglio che gli danno il governo e l’opposizione una volta tanto compatte: archiviare tutto, lasciar perdere, voltarsi dall’altra parte.
Checchè se ne dica, questa non è una questione privata fra De Magistris e Mastella. Questa è la soluzione finale dopo vent’anni di guerra della politica alla Giustizia. E’ il coronamento del sogno dei vari Gelli, Craxi e Berlusconi di fermare sul nascere le indagini sul potere. Gelli, Craxi e Berlusconi, nella loro ingenuità, pensavano che per farlo occorresse modificare la Costituzione, scrivendoci che la carriera dei pm è separata da quella dei giudici e che le procure devono obbedire al governo.
Mastella e chi gli sta dietro hanno capito che non occorre cambiare le norme: basta creare le condizioni di fatto perché tutto ciò accada. Appena un pm apre un fascicolo sugli amici di un ministro, se ne chiede il trasferimento (del pm, non del ministro). Anche se la richiesta non sta in piedi, non importa: quando il magistrato arriverà al sodo, salendo di livello dagli amici del ministro al ministro stesso, il ministro sosterrà che il pm lo fa perché ce l’ha con lui. E, col gioco delle tre carte, riuscirà a convincere qualche alto magistrato a scambiare le cause con gli effetti e a scippare l’indagine al pm per “incompatibilità”. Come se fosse il pm ad avercela col ministro, e non il ministro ad avercela col pm. Si chiama “guerra preventiva”, e non l’ha neppure inventata Mastella. L’aveva già teorizzata Mao: “Colpirne uno per educarne cento”. Funziona.” Marco Travaglio

Una lezione di civiltà. Solo mantenendo ben separati i poteri dello Stato si garantisce quell’equilibrio che è la base della democrazia.

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21 ottobre 2007

Ignorateci adesso!

Categoria: Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo Luca Ceccarelli @ 17:52

E’ stato un successo. Non so se eravamo un milione come dicono gli organizzatori, quello che so è che è stata una manifestazione da ricordare.

Ha ragione Diliberto:

La manifestazione di ieri sul Welfare manda tre messaggi: uno al Governo, perché “continui ma migliori quello che sta facendo”; uno al Pd, “che deve prendere atto che non può fare da solo perché c’è una sinistra ancora forte”; e uno alla sinistra. In quest’ultimo caso, per il segretario del Pdci Oliviero Diliberto, il monito della piazza è addirittura “duplice”: quel popolo, spiega, “dice che chi non c’era ha sbagliato, e se ne sono resi conto. Poi, ci chiede di procedere sulla strada dell’unità”.

Del tutto vero: chi non c’era ha sbagliato. Mussi ed i Verdi avevano troppa paura di un nuovo flop, ma questa paura è stata pessima consigliera.

Questa avrebbe potuto essere la manifestazione che sanciva l’unità della Sinistra.

Forse SD ha capito davvero il proprio errore, se Mussi dichiara:

La manifestazione e’ grande, bella e fortemente partecipata e chiede che il governo si impegni contro la precarieta’ [...] il corteo chiede che il Governo si muova con piu’ rispetto per il suo programma, che la sinistra si unisca.

Gli fa eco Salvi (che, tra l’altro, era in piazza):

Il successo della grande manifestazione di oggi dimostra che è ormai ineludibile la creazione di un partito unico della sinistra, che rappresenti quel popolo che anche oggi, scendendo in piazza per riaffermare i diritti dei più deboli, si è mostrato unito nelle aspirazioni e nelle scelte [...] La richiesta che arriva da questa piazza è che anche noi, politici della sinistra, siamo uniti per darne rappresentanza e voce in Parlamento e al Governo.

Una grande manifestazione, la più grande della Sinistra dai tempi del PCI.

Hanno un bel dire quelli del PD, Damiano in testa:

Le voci di dissenso vanno ascoltate, ma al referendum i sì erano 4 milioni.

Non ce n’è per nessuno, caro Damiano. O ascolti la voce dei manifestanti o fai parte di quella vecchia politica che merita solo di essere cancellata.

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19 ottobre 2007

Giù le mani dai blog!

Categoria: Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo Luca Ceccarelli @ 18:06

In pieno Agosto 2007, mentre l’intero paese era in vacanza, il solerte
Ricardo Franco Levi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha
presentato un progetto di legge chiaramente concepito con il solo scopo di
mettere la museruola a tutti coloro che intendono far sentire la voce della
Società Civile attraverso il World Wide Web. La settimana scorsa, nel più
assoluto silenzio, questo progetto di legge liberticida ha ottenuto
l’approvazione del Consiglio dei Ministri, guidato da Romano Prodi. Ecco
come ne ha dato la notizia Repubblica:

ROMA – Consiglio dei ministri del 12 ottobre: il governo approva e manda
all’esame del Parlamento il testo che vuole cambiare le regole del gioco del
mondo editoriale, per i giornali e anche per Internet. E’ un disegno di
legge complesso, 20 pagine, 35 articoli, che adesso comincia a seminare il
panico in Rete. Chi ha un piccolo sito, perfino chi ha un blog personale
vede all’orizzonte obblighi di registrazione, burocrazia, spese impreviste.
Soprattutto teme sanzioni penali più forti in caso di diffamazione.

[Da Repubblica<http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/testo-editoria/testo-editoria/testo-editoria.html>del
19 Ottobre 2007]

*Scherzetto o balzello?*

La prima, e la più grave, conseguenz, di questo scherzo di Halloween del
nostro amato Governo è un aumento iperbolico dei costi e delle complessità
burocratiche necessari per mantenere in vita un qualunque sito web, compreso
un blog personale. In pratica, chiunque volesse pubblicare qualunque cosa
(anche le ricette della nonna) su un blog gratuito (come Wordpress o
Blogger) sarebbe comunque costretto a registrare la propria “testata
giornalistica” presso il famigerato ROC (“Registro degli Operatori di
Comunicazione”). Per chi non lo sapesse, il ROC è un database delle persone
autorizzate dalla legge a parlare in pubblico, cioè qualcosa che esiste in
due soli paesi al mondo: in Italia ed in Cina! Ecco come spiega quello che
sta succedendo il quotidiano Repubblica:

“Articolo 6 del disegno di legge. C’è scritto che deve iscriversi al ROC, in
uno speciale registro custodito dall’Autorità per le Comunicazioni, chiunque
faccia “attività editoriale”. L’Autorità non pretende soldi per
l’iscrizione, ma l’operazione è faticosa e qualcuno tra i certificati
necessari richiede il pagamento del bollo. Attività editoriale – continua il
disegno di legge – significa inventare e distribuire un “prodotto
editoriale” anche senza guadagnarci. E prodotto editoriale è tutto: è
l’informazione, ma è anche qualcosa che “forma” o “intrattiene” il
destinatario (articolo 2). I mezzi di diffusione di questo prodotto sono
sullo stesso piano, Web incluso.”

[Da Repubblica<http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/testo-editoria/testo-editoria/testo-editoria.html>del
19 Ottobre 2007]

Per legge, una “testata giornalistica” (come “Repubblica Online” o “Punto
Informatico”) deve avere un suo Direttore Responsabile e deve essere
pubblicata da una Società Editrice. Ovviamente, sia l’uno che l’altro
vogliono essere pagati per il lavoro che svolgono e per le responsabilità
(anche penali) che si accollano. Altrettanto ovviamente, *nessun blogger
sarà mai in grado di coprire questi costi*. *Di conseguenza, la stragrande
maggioranza dei blog gestiti da italiani sono destinati a chiudere*. Si noti
che questo vale anche per i blog pubblicati in altre lingue e su altri
mercati. Ciò che conta è infatti la residenza dell’autore.

Questo disegno di legge potrebbe quindi riuscire in qualcosa che nemmeno il
giverno Cinese è mai riuscito a mettere in atto: la cancellazione dei blog
dalla faccia del pianeta. Incredibilmente, potrebbe riuscire in questa opera
senza nemmeno varare una legge che affermi esplicitamente che gestire un
blog è illegale. Una azione come questa, infatti, susciterebbe un coro di
proteste. Il nostro amato Governo potrebbe riuscire in questa impresa
semplicemente innalzando i costi di gestione di un blog ad un livello
inaccettabile per gli autori. Un modo molto più sottile e meno appariscente
di mettere in atto una delle più odiose forme di censura che si possano
concepire.

*Il porto d’armi per il Blog*

Ma questo è solo uno degli effetti di questo progetto di legge. L’altro è
che trasformando i blog in testate giornalistiche si trasformano i blogger
in giornalisti *de facto* ed i loro reati da semplici maracechelle in reati
penali di notevole peso. In particolare, il reato di diffamazione commesso
da un blogger non sarebbe più “diffamazione semplice” ma “diffamazione a
mezzo stampa”. La differenza in termini di anni di galera e di euro di danni
da pagare al diffamato è notevole.

In buona sostanza, chiunque volesse ancora dire la sua attraverso un blog
dovrebbe agire con la stessa cautela di chi decide di portare un’arma sulla
persona.

*Le rassicurazioni di Mangiafuoco*

Naturalmente, a fronte di un testo di questa gravità, steso *nero su bianco*,
il Sottosegretario Levi sta spendendo una grande quantità di parole
(vibrazioni dell’aria tra due persone) per rassicurare i blogger che “No,
assolutamente! Non è nostra intenzione chiudere la bocca alla Società Civile
ed ai dissidenti”. Ecco come riporta le rassicurazioni del sottosegretario
il solito quotidiano “La Repubblica”:

Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e padre
della riforma, sdrammatizza: “Lo spirito del nostro progetto non è certo
questo. Non abbiamo interesse a toccare i siti amatoriali o i blog
personali, non sarebbe praticabile”.

[Da Repubblica<http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/testo-editoria/testo-editoria/testo-editoria.html>del
19 Ottobre 2007]

Verba volant, scripta
manent<http://it.wikipedia.org/wiki/Verba_volant,_scripta_manent>
….

*Ma è possibile una cosa del genere? O ci state prendendo in giro?*

Giudicate voi stessi:

“Testo della Proposta di Legge del 3 Agosto
2007<http://www.governo.it/Presidenza/DIE/doc/DDL_editoria_030807.pdf>”
sul sito del Governo.

“Il Governo riforma l’editoria. Allarme in
Rete.<http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/testo-editoria/testo-editoria/testo-editoria.html>”
a epubblica Online.

“Il Governo vara la Internet
Tax.<http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2092327>”
a Punto Informatico.

“La nuova legge sull’editoria del Governo obbligherà tutti i blog e i siti a
diventare testate
giornalistiche<http://www.civile.it/news/visual.php?num=45712>”a
Civile.it.

*Che fare?*

Si può fare qualcosa per contrastare questo ignobile progetto di censura,
degno solo della più squallida delle dittature? Si, si può fare qualcosa. Ad
esempio, si può spargere la voce. Si può far sapere all’intero paese (e, se
possibile, al mondo intero) che un Governo che si autodefinisce di Sinistra,
vicino al popolo e difensore della Libertà, sta cercando di cancellare
l’intero “fenomeno blog” dal suo ramo di Internet.

*Lo si può fare ripubblicando questo testo, così come lo trovate, sui vostri
siti web, ovunque possibile.* Questo testo, infatti, contiene al suo interno
un link a sé stesso. Ripubblicandolo su molti altri siti web si fa in modo
che Google (ed altri motori di ricerca) lo innalzino nel loro punteggio
(“rank”) e lo presentino tra i loro risultati migliori ogni volta che un
internauta cerca il termine “blog”. In questo modo, chiunque sia
interessato, anche marginalmente ai blog può essere raggiunto da questo
grido di allarme. Per ripubblicare il testo, basta fare un copia&incolla.

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