30 settembre 2007
Non passa giorno che il PD ed i suoi media non sparino contro la Sinistra. Sempre, comunque e con una furia quasi cieca.
Come reagisce la Sinistra a tutto questo? Fausto Bertinotti decide di farlo con grande stile:
“Le primarie del Pd e la manifestazione del 20 ottobre sono entrambi “appuntamenti della democrazia”. E’ questa l’opinione del presidente della Camera Fausto Bertinotti che, intervistato a ‘Liberafesta’, spiega: “Ciò che favorisce la partecipazione della gente alla politica, soprattutto in questa fase, deve essere apprezzata da tutti, quale che sia la parte politica”.
Come non essere d’accordo? Più che di ricette avveniristiche, infatti, o di stato di polizia, i cittadini ed in primis i lavoratori hanno bisogno di partecipare. E sinora hanno trovato la possibilità di farlo solo (o quasi) nelle piazze del V-Day.
Bertinotti continua con un’analisi sul ruolo che la Sinistra deve ricoprire nella politica italiana:
La sinistra non è condannata per la vita a stare al governo, e non le è neanche chiesto per la vita di stare al governo: la sinistra può starci o non può starci a seconda delle circostanze a cui è chiamata o per responsabilità nazionale o attraverso un mandato a realizzare un cambiamento. Ma quando sceglie di stare al governo e tenta un’avventura come quella che noi stiamo tentando oggi in Italia, – sottolinea – la condizione di governo e di lotta è assolutamente necessaria, altrimenti smarrisce il rapporto con il suo popolo.
Questa è una riflessione interessante. La Sinistra può appiattirsi su posizioni di governo e rinunciare alla sua funzione di lotta?
La risposta istintiva dice che chi sta al Governo non può fare lotta. Naturale no? No, affatto.
Se ci sono delle posizioni che vanno rappresentate, specie se si tratta di intere classi sociali come i lavoratori, vi sono situazioni che richiedono una risposta di lotta.
Il 20 ottobre è una di queste situazioni: si tratta di difendere alcune classi (marcatamente i lavoratori dipendenti) da riforme inique e vessatorie.
Se la Sinistra non si facesse portatrice di queste questioni, che storicamente le appartengono, si fornirebbe un ulteriore argomento a chi vive di antipolitica.
Articoli simili:
29 settembre 2007
”Non puo’ essere una finanziaria che da’ risorse alle imprese, ma alla fascia piu’ debole della popolazione: giovani, precarieta’, e’ questo il punto politico”. E’ con queste premesse che il ministro per le Politiche sociali di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, sale a Palazzo Chigi dove sta per iniziare il Consiglio dei ministri che dara’ il via alla finanziaria. Dopo un anno e mezzo l’azione del governo e’ per Ferrero ”non soddisfaciente”. ”E’ evidente – spiega il ministro di Prc – che la situazione sociale del Paese non e’ ancora cambiata, quest’anno non c’e’ il problema del risanamento dei conti pubblici ma quello della giustizia sociale e questo sara’ l’oggetto della discussione”.
Articoli simili:
28 settembre 2007
I sondaggi sono sempre gustosi. Rivelano evidenze che non ci si aspettava.
Ad esempio, gli Italiani sono convinti che il PD non farà affatto bene e sarà un partito di centro.
Roma, 28 set. (Apcom) – Quasi la metà degli italiani (il 44,3%) non sa se il Partito Democratico darà al governo Prodi maggior stabilità, ma il 31,2% di loro è convinto che, al contrario, il neo-partito regalerà nuovi problemi alla maggioranza. Questo è uno dei risultati emersi da un sondaggio Gpf, che saranno resi noti oggi nel corso della striscia quotidiana ‘Cantiere Democratico’, condotta in studio da Andrea Molino a partire dalle 17 su La7.
Nell’ambito dello stesso rilevamento, invece, tutti d’accordo sulla collocazione politica del nuovo partito, che la metà degli intervistati (sia fra gli elettori dell’Unione che fra quelli del Pd) vede più orientato al centro piuttosto che a sinistra.
Quanto alla collocazione in Europa, sia gli elettori del Pd (per il 57,9%) sia quelli dell’Unione (per il 58,8%) ritengono che il Partito Democratico dovrà posizionarsi con gli schieramenti di area laico-socialista, idea condivisa, più in generale, anche dal 35,1% degli italiani intervistati.
Il sondaggio, commissionato da La7 a Gpf, ha utilizzato come universo di riferimento la popolazione oltre i 16 anni (fonte: Istat); chiamate 10.113 (100,0%) di cui 2.993 interviste complete (29,6%); data del rilevamento: dal 20 al 22 settembre 2007. Per la documentazione completa è possibile consultare il sito www.sondaggipoliticoelettorali.it.
Articoli simili:
27 settembre 2007
In chiusura della volata delle primarie, ecco la campagna acquisti. Giusto per cancellare anche l’ultima parvenza di novità di questo partito che nasce assai vecchio.
I deputati Salvatore Raiti e Giuseppe Ossorio, già appartenenti al gruppo dell’Italia dei Valori, sono iscritti formalmente da oggi al gruppo dell’Ulivo. I due deputati, informa una nota, avevano annunciato nei giorni scorsi di voler contribuire alla costruzione del Partito democratico, candidandosi anche alle primarie del 14 ottobre per la costituente del nuovo partito.
E due! Come al solito, la campagna acquisti riguarda i centristi. E’ nel DNA del Centro italiano il “vendersi” in occasione di un qualunque evento politico. Ma non si tratta solo di loro:
“Mi sono candidato perché sono convinto che sia importante esserci, porre la propria candidatura per far valere il proprio approccio, nel mio caso riformista, alla Costituente. Ho accettato, quando Veltroni me l’ha chiesto, perché mi candido ma mantengo le mani libere”. Lo dice l’ex Ds Nicola Rossi, che lasciò il Botteghino accusandolo di essere poco riformista, in una intervista alla Stampa in cui spiega il senso della sua candidatura nella lista ‘Democratici per Veltroni’ alle primarie del Pd.
Abbiamo anche il ritorno del figliol prodigo, quindi. I cattolici saranno felici.
Intanto si pensa anche a “drogare” i dati di affluenza delle primarie:
Lavoriamo per favorire una larga partecipazione anche all’estero – dice Maurizio Chiocchetti, responsabile Ds per gli italiani nel mondo – stiamo allestendo seggi elettorali in tutto il mondo; molti in Europa, a partire dalle grandi capitali Parigi, Londra, Berlino, Madrid e Mosca, ma anche in Africa, tra cui Tunisi, Johannesburg e Maputo, ed in Australia, tra cui le città Melbourne e Sidney. Non mancano ovviamente l’America del Nord, con New York, San Francisco, Chicago e Philadelphia, Toronto e Montreal, e quella del Sud, con San Paolo, Rio de Janeiro, Buenos Aires, Lima, Rosario, Santiago del Cile, Montevideo e Caracas. Ricordo inoltre che per l’estero abbiamo introdotto una novità. Si potrà votare anche online, utilizzando la rete e le nuove tecnologie informatiche. Puntiamo molto su questa innovazione che abbiamo fortemente voluto per sviluppare una nuova partecipazione politica anche in futuro.
Inutile sottolineare quanto sia facile distorcere la partecipazione al voto tramite strumenti telematici. Aspettiamoci che siano organizzate schiere di “cliccatori” in modo da ottenere roboanti risultati.
A quanto sembra, infatti, sarà dura portare più di un milione di persone in carne ed ossa a votare.
Articoli simili:
26 settembre 2007
Un vertice si e’ tenuto oggi tra i segretari di Napoli delle forze politiche della sinistra. Erano presenti Francesco Barra di Sinistra Democratica, Andrea De Martino della Rifondazione Comunista, Mario Cacciola dei Verdi e Giuseppe Scotto Di Luzio per i Comunisti Italiani.
‘La discussione e’ stata positiva e costruttiva – afferma Francesco Barra, coordinatore politico di sd Napoli – al centro dell’analisi politica sono state inserite, tra l’altro, una serie di iniziative pubbliche che si svolgeranno prossimamente su Napoli e la provincia’.
Un primo incontro si terra’ lunedi’ 1 ottobre, insieme ai parlamentari dell’area metropolitana dei quattro soggetti politici.
‘Il tema principale della riunione – sottolinea Barra – sara’ la finanziaria e, quindi, le risorse cui dovranno essere introdotte per lo sviluppo, sociale, economico ed ambientale della nostra societa”.
Invece, la Sinistra Democratica, sabato 29 settembre si confrontera’ con il suo gruppo dirigente nazionale ‘per definire la strategia della nuova sinistra, sui problemi dello sviluppo di qualita’, lo stato di salute dell’economia, l’occupazione, la legalita’ e la sicurezza, la sostenibilita’ ambientale e la formazione. E ancora, in un momento difficile per il Paese e per il Mezzogiorno e’ fondamentale, quindi, rilanciare l’iniziativa politica attraverso l’unita’ e la piena collaborazione a partire proprio dal nuovo soggetto, che si andra’ a costruire, della sinistra italiana’.
Articoli simili:
25 settembre 2007
“Siamo molto soddisfatti perché fin dalla nostra nascita abbiamo chiarito che il lavoro è il tema centrale delle nostre priorità politiche”. E’ quanto si legge in una nota di Sinsitra Democratica che saluta con favore “l’approvazione al Senato del ddl contro le dimissioni firmate in bianco”, un atto con cui “il Parlamento italiano approva la prima proposta di legge voluta e fortemente portata avanti da SD”. “Questa legge – recita il documento – non risolve ovviamente i problemi legati alla precarietà, ma toglie uno strumento di ricatto troppo spesso abusato dai datori di lavoro. Strumento che in questi anni aveva reso più insopportabile una situazione già pesante, soprattutto per le donne che si vedevano così negato il diritto alla maternità sotto il ricatto di perdere il lavoro”.
“Sinistra democratica – si conclude la nota – continuerà il proprio impegno fuori e dentro le istituzioni affinché il contratto a tempo indeterminato torni ad essere la forma di lavoro normale”.
Articoli simili:
24 settembre 2007
C’è aria di festa ed ottimismo nella Sinistra Italiana (questo, pare, sarà il nome del soggetto unico della Sinistra):
Manuela Palermi parla della collaborazione a Palazzo Madama con i Verdi come di “unincontro fatale”. Chiarisce infatti che il confronto con il Sole che ride ha fatto vacillare alcune sue “certezze di comunista” e si dice convinta che “a volte abbiamo convinto i Verdi che avevamo ragione”. Insomma il clima (almeno quello politico) e’ buono, lo spazio per lavorare c’e’.
Ma non solo: si parla di unificare la Sinistra in tempi estremamente brevi:
L’incontro di oggi sulla via dell’ambiente tra Franco Giordano, Fabio Mussi, Alfonso Pecoraro Scanio e Manuela Palermi serve per rafforzare un percorso che, per dirla con Giordano, “deve portare a un soggetto unitario e plurale” da costruire “rapidamente, auspicabilmente entro l’anno”. Giordano prova a
tracciarne anche il profilo: “Deve essere un soggetto plurale nelle culture: e’ questa l’innovazione”. Un soggetto “capace di cambiare la societa’, sfidare il Pd, combattere le destre” e di pesare negli equilibri di governo.
Il punto d’inizio su cui i leader della Sinistra hanno trovato convergenza sono l’ambiente e (conseguentemente) le politiche ambientali.
La finanziaria di quest’anno- dice Pecoraro Scanio- deve essere incardinata nel percorso iniziato con il Dpef e gli atti parlamentari”. Indica quindi in biodiversita’, energia, piano case e trasporti pubblici le sue quattro priorita’.
Insomma, clima e ambiente che non sono piu’ optional, ma “un terreno fertile” per l’unita’ a sinistra e un momento centrale nelle politiche di governo. Perche’ “bisogna cambiare il sistema di produzione e dei consumi”, dice Giordano. O almeno perche’- strizza l’occhio a Tommaso Padoa Schioppa- “una finanziaria per il clima aiuta persino il risparmio del nostro Paese, produce benessere e posti di lavoro”. Non serve, dicono i leader della sinistra, “un fondo per l’ambiente, piuttosto un’idea: le cose si possono fare in molti modi”.
Chiosa, al solito e da par suo, Mussi. Il buon Fabio sottolinea come ci siano (e ci saranno) problemi legati alla percezione del nuovo soggetto, già oggi sotto il fuoco di fila dei media pro-PD:
L’unita’ a Sinistra guarda alla finanziaria(“parleremo la stessa lingua, con la stessa voce” dice Palermi), ma si proietta nel futuro. “Siamo a disposizione per un’operazione unitaria- ribadisce Mussi- ma dobbiamo svincolarci dalle rappresentazioni altrui”. Il ministro spiega che la definizione ‘Cosa rossa’ “va
bene solo se il Pd viene chiamato ‘la Cosa grigia’” e che non vanno bene le caratterizzazioni “radicale, massimalista o estremista” accostate alla parole Sinistra.
“I miei ex compagni hanno lasciato incustodita la sinistra con il suo spazio politico-culturale, dobbiamo fare la sinistra italiana- dice Fabio Mussi- che puo’
essere unita e pesante, oggi e domani: un dovere verso l’Italia”.
Un obiettivo da portare a casa “presto, entro l’anno”, indica i tempi Franco Giordano.
Al lavoro, compagni. Non sarà facile combattere con una macchina da guerra come il PD. Soprattutto perchè il PD, che dovrebbe essere un alleato, ogni giorno ci spara contro con tutti i propri media.
Articoli simili:
19 settembre 2007
Ormai Uòlter è senza freni. Deve assolutamente cancellare ogni traccia di sinistra dalla sua immagine politica. E’ ossessionato dai temi di destra e li sta facendo tutti suoi.
Stavolta tocca all’articolo 18. Dopo aver fatto una sacrosanta battaglia referendaria a difesa dell’art.18, ecco qui:
Un contratto leggero per inserire i giovani al lavoro. L’idea, lanciata dall’ex ministro del Lavoro Tiziano Treu e dall’economista Tito Boeri è piaciuta a Walter Veltroni, che l’ha definita una “proposta suggestiva”, mentre si sono mostrati contrari i sindacati. Cauta invece Confindustria al pari del ministro del Lavoro Cesare Damiano. In particolare l’ex-sindacalista, evocando un vecchio carosello, ha commentato: “a scatola chiusa compro solo Arrigoni”, dopo aver affermato di non voler essere ricordato come “il ministro che riapre la discussione sull’articolo 18″.
Più dura la reazione del segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, secondo il quale sui giovani “la strada è quella che il sindacato sta cercando di portare avanti: occorre aumentare gli stipendi ed allargare le tutele proprio per chi è più flessibile”, mentre “tutto il resto sono chiacchiere inconcludenti”.
La proposta, che rischia di dividere lo schieramento che sostiene la candidatura di Walter Veltroni alla guida del Partito Democratico, prevede un contratto leggero per i giovani, escludendo la tutela dell’articolo 18 per i primi tre anni.
Il progetto è stato presentato nel corso di un convegno a Milano dal senatore Tiziano Treu, che ha parlato di un “contratto unico a tempo indeterminato con tutele crescenti nel tempo”. Tito Boeri, che ha collaborato alla stesura del progetto, ha spiegato che “il contratto unico prevede tre fasi, una prima con un periodo di prova più lungo rispetto all’attuale e una seconda di inserimento con tutele via via crescenti fino ad arrivare a quelle attuali” (terza fase, ndr).
Quanto all’articolo 18, Boeri prevede l’applicazione “dopo tre anni”.
Positiva la reazione di Veltroni, candidato alla guida del Partito Democratico, che ha parlato di “proposta molto suggestiva”, invitando a discuterla “a partire dal protocollo sul welfare che spero che venga approvato dal referendum”.
Mica male come capriola. Inutile dire che la Sinistra è scattata in piedi inorridita. Ecco Salvi (SD):
Come se non fossero sufficienti i movimenti al centro di Lamberto Dini e altri, il partito democratico, attraverso il suo leader in pectore Walter Veltroni, prosegue nell’azione di destabilizzazione del governo attraverso continue proposte diverse da quelle del governo medesimo, che recano il segno di una svolta a destra inquietante, sia per quanto riguarda l’impianto sociale e ideale del futuro partito, sia ed è quello che più preoccupa, per la tenuta della coalizione.
Particolarmente grave – secondo Salvi – è il sostegno dichiarato da Veltroni a radicali modifiche della legislazione del lavoro, che mettono in discussione l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Si rimane sbalorditi nel merito, e anche perché c’è già una proposta del governo di modifica della legislazione del lavoro, già per noi insufficiente, rispetto alla quale quella avallata da Veltroni appare un vero e proprio siluro da destra.
Eh già, questo è il punto. Da destra. Ormai Veltroni si posiziona, sempre più, come un politico di destra. Ed il PD sta traslando la sua politica ormai verso altri lidi, non più legati all’idea dell’Unione. Ecco ancora Salvi:
E questo non è che l’ultimo e più grave esempio: basti ricordare temi come quelli delle tasse, della Rai, dei temi etici sui quali richiama oggi l’attenzione Ignazio Marino. A questo punto il Partito democratico e Walter Veltroni hanno il dovere di dire con chiarezza se si riconoscono nell’alleanza votata dagli elettori, basata sull’intesa tra il centro e la sinistra, e nel programma elettorale che ne è stato alla base. La buona politica richiede anche un dovere di trasparenza. Chi vuole cambiare alleanze, programma e governa lo dica, altrimenti – conclude Salvi – cerchi di dare una mano al faticoso compito che la sinistra sta svolgendo per tenere unita l’alleanza e sostenere il governo.
Finalmente lo si dice chiaramente. Se c’è qualcuno che sta tentando davvero di SALVARE il Governo quello è proprio la Sinistra.
Articoli simili:
18 settembre 2007
Uòlter sbandiera ogni tot un sondaggio favorevole al PD: anche in questo sta imitando Berlusconi.
Il Partito democratico, “anche se non è ancora nato, oggi nei sondaggi è già il primo partito italiano”. Lo ha detto il candidato alla segreteria del Pd e sindaco di Roma Walter Veltroni.
Eh, che bello. Che miracolo, caro Uòlter. Peccato che non è affatto vero.
Il sondaggio più recente indica infatti due scenari: uno in cui la Sinistra si presenta divisa, uno nel quale esiste già la Federazione della Sinistra. Nel primo caso il PD avrebbe il 28%, contro il 30% di Forza Italia, con PRC al 3%, Verdi al 3.5% e PdCI all’1%, nel secondo caso il PD sarebbe fermo al 24.7%, sempre contro il 30% di FI, con La Sinistra all’11.2%,
In entrambi i casi, quindi il PD non sarebbe affatto il primo partito.
In compenso, il dato della Federazione è confortante. Superare il 10% sarebbe un dato davvero significativo. Inoltre la Federazione raccoglie il 4% in più della somma dei partiti. Coraggio compagni, la voglia di unità c’è ed è forte.
(Per trasparenza, il sondaggio è visibile qui )
Articoli simili:
17 settembre 2007
Un po’ come nella pubblicità della Fiat, quella con Schumacher. “Fassino, ora che ti ritiri dai DS, cosa farai?”. Ed ecco la sorprendente risposta: Fassino passerà il suo tempo in giro per il mondo:
Il mio futuro? Ambasciatore del Pd nel mondo. Intendo dedicarmi soprattutto all’obiettivo di costruire l’incontro tra il Pd, la famiglia socialista e le altre forze riformiste europee. Credo che il contributo importante e utile che posso dare è quello di lavorare in Europa per una prospettiva che allarghi il campo delle forze riformiste”. Lo afferma il segretario dei Ds Piero Fassino in un colloquio su ‘L’Unità’.
Ma cosa andrà a raccontare Fassino in tutto il globo terracqueo? Le fregnacce del PD, naturalmente. A cominciare dalla bufala n.1: “Il PD è di sinistra”.
Chiamarci Partito Democratico non è meno impegnativo che essere Democratici di Sinistra: anzi, oggi forse lo è persino di più”. Il segretario dei Ds Piero Fassino parla alla Festa dell’Unità di Bologna e spiega ai militanti della Quercia perchè dal 15 ottobre ci sarà solo il Pd. “La ‘democrazia’ – dice Fassino – è il grande cruciale tema del nostro tempo” e, oggi come oggi, “Democratico vuol dire essere progressista, riformista, vuol dire essere di sinistra, ma di una sinistra – conclude Fassino – che non abbia paura di un mondo che cambia e, anzi, voglia in quel mondo far vivere i propri ideali di giustizia e libertà.
Come no. La Sinistra più Sinistra che ci sia. Signora mia, il mio bianco è più bianco del suo. Ma mi faccia il piacere….
E poi Fassino andrà a dettare l’agenda ai media, suggerendo loro di cosa si può o non si può parlare:
“E’ assai curioso che si dedichi attenzione ad una manifestazione di protesta indetta per il 20 ottobre, quando il fatto davvero nuovo, quello che può rivoluzionare la politica italiana, non avverrà il 20, ma il 14 ottobre, quando una moltitudine gigantesca di cittadini sarà protagonista in prima persona di una enorme novità politica”.
Siccome queste primarie del PD hanno stancato ancor prima di cominciare, frutto di accordi e pasticci di potere, mentre si afferma una manifestazione fatta di passione, di lotta, di Sinistra (quella un po’ meno lucente, secondo Fassino), allora ecco la strigliata di Piero: parlate delle primarie e lasciate perdere la manifestazione.
A quanto un editto bulgaro del PD?
Articoli simili: