Si è appena chiuso il sipario sulle elezioni francesi, con la vittoria di Sarkozy, e subito si scatenano le analisi sul voto dei nostri “cugini”.
Due sono le interpretazioni che si sentono in giro, tra l’altro non contrapposte ma complementari:
- La destra ha vinto perchè ha fatto la destra
- La sinistra può vincere solo se fa tutt’uno col centro (in chiara ottica pro-PD)
Io credo che, sebbene queste due teorie abbiano i loro punti di forza, ci sia un punto che non è stato considerato, a bella posta. E che, almeno in ottica italiana, ha un peso ben più rilevante.
Si tratta della posizione equivoca che Bayrou ha tenuto fino all’ultimo, sbilanciandosi (se così si può dire) solo dopo il faccia a faccia televisivo tra i due contendenti del ballottaggio. E per dire cosa? Per chi NON avrebbe votato.
I nostri amici del PD si stanno prodigando in mille spiegazioni sulla bontà della scelta e delle posizioni di Bayrou (comprensibile, visto che il suo partito è un embrione del PD…) e raccontandoci quanto fondamentale sia spostare l’asse al centro.
A questo si potrebbe obiettare pensando che Sarkò non ha per nulla perseguito una politica centrista, andando piuttosto ad erodere il bacino di Le Pen. E che Bayrou ha fatto di tutto per essere un non-alleato di Ségolène.
Forse la Royal avrebbe perso comunque, ma chissà…
Se c’è una cosa, quindi, che ci hanno insegnato le elezioni francesi (ma in Italia lo sapevamo benissimo) è che il centro è, per sua natura, viscoso, restio a schierarsi con altri, geneticamente propenso alle “mani libere”, recentemente rispolverate anche dal Presidente del Senato Marini. E che cercare i centristi, senza una contropartita in termini di potere puro, spesso si risolve in un sonoro buco nell’acqua.
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